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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[2] Il beato Tomaso, essendo stato avvertito ripetutamente dal Signore, come abbiamo detto, di entrare nelle regioni dell'India meridionale, egli quasi come Giona fuggì dal cospetto del Signore, differì la partenza, e non adempì ciò che era disposto dall'alto; gli apparve perciò il Signore in una visione
notturna, dicendogli: "Non temere, Tomaso, di dirigerti in India, poiché io sono con te e non ti abbandonerò; là ti glorificherò e porterai a termine un buon combattimento, rendendomi testimonianza al cospetto degli uomini di quella terra; di lì
ti prenderò con gloria e ti stabilirò con i tuoi fratelli nel mio
regno. Sappi infatti che è necessario che colà tu soffra molto
per me, affinché con il tuo insegnamento conoscano tutti che
io sono il Signore". Il beato apostolo disse: "Di grazia, Signore, non mandare colà il tuo servo; quella regione è lontana e
difficile, e gli abitanti del luogo sono iniqui ed ignorano la verità".
In quei giorni c'era a Gerusalemme un negoziante indiano di nome Abban, mandato dal re Gundasero allo scopo di trovare in Siria un perito in architettura. A costui Dio apparve in forma umana e disse: "Perché, uomo, sei venuto qui da tanto lontano?". E quegli: "Sono stato mandato - disse - dal mio signore, il re dell'India, per cercare un architetto che possa innalzargli palazzi". Il Signore gli rispose: "Io ho un servo che se tu vorrai, potrai acquistare".
E subito condusse il negoziante alla casa di Tomaso, e additandolo disse: "Questi è il mio servo architetto, di cui ho parlato. Mettetevi d'accordo sul prezzo. Non appena lo avrà accettato, conducilo dove vuoi". Ciò fatto, il negoziante prese il santo Tomaso e lo condusse alla sua nave.