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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[5] Nel frattempo il negoziante andò dal re annunciandogli di aver trovato l'uomo che gli era stato comandato; il re, tutto lieto, ordinò che glielo si conducesse davanti, e gli domandò: "Qual è la tua specialità, quale arte conosci?". "Sono servo disse l'apostolo - di un architetto. Sono specializzato nel lavorare in legno, nell'arte di tagliare le pietre ed in tutto ciò che mi viene debitamente comandato". Il re esclamò: "Da tempo ricercavo uno che conoscesse tale arte". E condottolo fuori della città gli mostrò un luogo dicendo: "Se sei un vero architetto, mi dovrai costruire in questo luogo pianeggiante un palazzo. Quando avrai fatto questo, constaterò se sei perfetto anche in tutte le altre cose". L'apostolo rispose: "Il luogo nel quale sarà edificato il palazzo, ove il re abiterà in eterno, è molto adatto; c'è una grande pianura, resa fertile dall'acqua, e gode anche di un'aria salubre". Stabilita la misura della costruzione e lasciata una grossa somma di denaro, il re se ne partì in un'altra città pregando l'apostolo di portare subito a termine quel palazzo.
Presa la somma di denaro, il beato Tomaso se ne andò in giro per le città annunciando la parola di Dio, distribuendo l'oro del re agli indigenti e sanando tutte le infermità del popolo di quella regione.
Trascorsi alcuni giorni, il re mandò dei servi dall'apostolo per vedere la costruzione dell'edificio e sentire se aveva ancora bisogno di qualche cosa. Giunti dall'apostolo fecero quanto loro aveva ordinato il re; l'apostolo disse: "L'edificio è già al termine, sono solo necessarie alcune cose al tetto, che il re mi manderà". Udito ciò dall'apostolo, i servi lo comunicarono al re, il quale mandò del nuovo denaro a Tomaso scongiurandolo di coprire subito l'edificio.