| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[9] Mentre l'apostolo si avvicinava alla casa di colui col quale andava, uno spirito cattivo martoriò le donne e furono straziate violentemente. Allorché sopraggiunse l'apostolo, lo spirito impuro diceva: "Perché ci perseguiti, Tomaso, apostolo del Dio vivo? Ci avevi scacciati dall'altra India, ed ora non c'è più un posto dove possiamo fuggire dal tuo cospetto". L'apostolo capì che questo era il demonio che egli aveva scacciato da una donna nella seconda regione dell'India, e gli disse: "In nome di Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che io predico, uscite ed andate in una terra deserta e non torturate più uomini". I demoni uscirono subito dalle donne. Queste caddero come morte; ma l'apostolo le prese per mano, le levò su e benedisse il pane, lo spezzò, e lo diede loro in cibo.
Il beato Tomaso predicava per tutta l'India, annunziando il Signore Gesù Cristo non solo con discorsi ma anche con le opere, ed istillava così la fede nei cuori barbari. Colui che per un po' di tempo fu incredulo ed aveva dichiarato: "Se non vedrò la fessura dei piedi non crederò", riunì una innumerevole quantità di credenti in Dio. Penso che sia stata una provvidenza del Signore quella più accurata ricerca sulla risurrezione di Cristo che egli volle fare: doveva, infatti, seminare la parola del Signore a gentili rozzi e selvaggi, e poté così parlarne con più precisione, e consolidare nella fede e nella ragione coloro che erano esitanti. Trovò dunque in India uomini e donne che accoglievano la parola di Dio, e tra loro ogni giorno sanava molti infermi.
Venuta a conoscenza dei segni che compiva il santo apostolo, una donna di nome Migdonia, moglie di Carisio, parente del re Mesdeo, si recò presso di lui, ma non poteva avvicinarglisi a causa della folla; i suoi servi presero a percuotere gente e allontanavano molti, ma l'apostolo li vide e proibì loro di fare così. Fattosi un passaggio, la donna si avvicinò e gli si gettò ai piedi, esclamando: "Abbi pietà di noi, apostolo del Dio vivo, perché siamo come delle bestie che non hanno il ben dell'intelletto". L'apostolo rispose: "Ascolta, figlia! Non confidare nelle ricchezze che hai; piuttosto distribuiscile tutte ai poveri, affinché, trascorsa rapidamente questa vita passeggera, possa raggiungere l'eterna. Abbandona gli idoli muti e sordi, e riconosci il Dio vivente".
Dopo che le ebbe parlato sulla fede fino a sera, la donna ritornò a casa contrassegnata con il segno della croce. Entrata nella camera pianse dirottamente, supplicando il Signore di trovare perdono per i suoi delitti, ed era sempre triste. Quando giunse suo marito le chiese la causa della tristezza. Gli risposero i servi: "La nostra signora è nella sua stanza". Il marito entrò dunque da lei: "Perché - le domandò - sei triste; Perché è turbato il tuo cuore? So che ti sei avvicinata a quel mago, e hai ascoltato quelle parole vuote che non valgono niente. Lascia dunque i vani pensieri, alzati e andiamo a mangiare insieme". Ma lei rispose: "Questa notte abbi pazienza a mio riguardo: non prenderò né cibo, né bevanda, né riposerò con te nel tuo letto". Egli allora si ritirò e andò a mangiare con i suoi amici
Al mattino ritornò da lei e gli disse: "Migdonia, ascolta il mio sogno. Immaginavo di sedere a tavola con il re Mesdeo quando sopraggiunse un'aquila che rapì dal piatto due bellissimi uccelli e se ne andò; poi ne rapì altri due e li portò nel suo nido. A questa vista il re tirò un dardo e la trafisse, ma non riuscì a farle male". Udito ciò, la moglie gli disse: "Hai visto un fatto dal significato profondo".
Allorché il marito se ne andò al palazzo, la moglie si recò di nuovo dal beato Tomaso; lo trovò che insegnava alla folla, le si prostrò ai piedi e disse: "Ho ascoltato la tua predicazione e tutte le parole percepite dal mio orecchio le conservo in un cuore illibato". E rimase là ad ascoltare la predicazione fino a sera. Avvicinandosi la notte, ritornò a casa sua senza prender cibo e non dormì con suo marito. Per la qual cosa Carisio, suo marito, al mattino dolendosi che sua moglie si separasse da lui, indossò vestiti dimessi e si presentò al re. Vedendolo così sfigurato il re gli domandò: "Per quale motivo assumi tale atteggiamento dimesso?". Ed egli: "Perché ho perso mia moglie a causa di un mago che Sapore introdusse in questa regione per mandarla in rovina".