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Memorie apostoliche di Abdia

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[10] Subito il re comandò di far chiamare Sapore. I servi andarono e lo trovarono seduto presso l'apostolo ad ascoltare la parola di Dio; e Migdonia era ai loro piedi. I servi gli dissero: "Ecco che il re è adirato contro di te, e tu te la spassi nell'ascoltare vane parole? Vieni, perché egli ti chiama". Levatosi, pregò l'apostolo di intercedere per lui. L'apostolo gli disse: "Non temere, ma spera nel Signore perché egli stesso sarà nostro aiuto e non temeremo di essere danneggiati da alcun uomo".

Entrato Sapore dal re, gli fu domandato: "Chi è quel mago che hai fatto venire in casa tua, che turba la regione ed il popolo tutto?". Sapore rispose: "Sai benissimo, o re, l'afflizione che ho sofferto a causa di mia moglie e di mia figlia: torturate dal demonio, sono state da lui risanate. Ed ora anche molti infermi sono guariti da lui; e tutto ciò che chiede al suo Dio egli glielo concede".

Udito ciò, il re Mesdeo ordinò che gli fosse condotto dinnanzi l'apostolo. Ma poiché i servi non gli si potevano avvicinare a causa della folla, Carisio irruppe in essa con furore e gli disse: "Alzati, maliardo, e vieni alla presenza del re: non valgono a niente le tue magie". E legatagli una fune al collo, lo trascinava dal re dicendo: "Venga pure Cristo a salvarti dalle mie mani". Così trascinato, giunse al cospetto del re, il quale gli domandò: "Qual è la tua stirpe e la tua patria, in nome di chi compi queste opere?". Il beato apostolo rispose: "Il mio Dio è il tuo Dio, il creatore del cielo e della terra e di tutto ciò che in essi si trova; a lui solo è dovuto il culto e non a idoli muti e sordi".

A queste parole il re restò grandemente adirato, e comandò che fosse torturato e rinchiuso in carcere ferito. Mentre veniva rinchiuso, egli rendeva grazie a Dio, essendo ritenuto degno di soffrire tali cose per il suo nome. Carisio ritornato a casa sua diceva: "Ora mia moglie si unirà a me, poiché ho tolto di mezzo il mago da questo popolo". Giunto a casa la trovò stesa per terra col capo rasato, e le domandò: "Dolcissima moglie, quale insania ti passa per la mente per fare questo? Forse che il mago sarà più potente di me? Non vedi che tutta l'India mi venera e che col re faccio ciò che voglio? E poi ho anche molto denaro". E la moglie a lui: "Tutte queste cose sono terrene e ritorneranno alla terra. Invece sarà beato colui che si darà alla vita eterna". Udito ciò, Carisio si addormentò nel suo letto.




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