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Memorie apostoliche di Abdia

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[12] Quando Carisio era gravemente addolorato per la conversione della moglie, il re mandò sua moglie con il figlio Zuzane perché consolasse la cognata Migdonia, la facesse recedere da quella vita, ricongiungendola al proprio marito. Entrata in casa di Migdonia, le disse: "Perché, sorella dilettissima, ti lasci trarre in inganno da un mago che predica nella nostra patria un nuovo Dio? Recedi da questo depravato pensiero e sii allegra nella tua casa con l'uomo al quale i tuoi genitori ti sposarono. Non abbandonare i patrii numi, perché non abbiano ad adirarsi contro di te".

A queste parole ella rispose: "Mi sono lasciata ingannare fino ad ora seguendo idoli vani, che non camminano, non parlano e sono inani, e ho ignorato la parola di Dio, il quale fece il cielo, la terra e tutto ciò che essi contengono. Anzi anche i metalli, il legno e le pietre, con cui gli idoli sono fusi e scolpiti, è con la sua parola che sono stati creati, ed anche noi siamo sue creature. Non è giusto perciò, sorella dilettissima, che abbandoni questo creatore per adorare una creatura che ci è stata data a nostro servizio".

Dopo che MigUonia ebbe finito di dire queste cose, Zuzane, figlio del re, disse: "E chi mai ha creato tutte queste cose, se non i nostri dèi? Giove infatti governa il cielo, Giunone regge l'aria, Nettuno domina il mare, Plutone giudica negli inferi, Febo illumina il giorno e Berecinzia la notte". Migdonia, sorridendo, rispose: "Tutti costoro che stai ricordando, figlio carissimo, sono condannati all'inferno, perché non riconobbero il Dio vivo. Se, infatti, fai ricorso alle antiche favole, li troverai dediti alla lussuria e vedrai che hanno perpetrato gli stessi mali che oggi i giudici condannano negli uomini malvagi. E poi sono morti, non vivono. Il nostro Dio invece permane in eterno E chi avrà creduto in lui passerà da questa morte temporale alla vita eterna".

Mentre Migdonia diceva queste ed altre simili cose, la moglie del re, sinceramente colpita, disse a suo figlio: "Ben a ragione la nostra sorella ha lasciato suo marito e le ricchezze terrene per guadagnarsi la vita eterna. Potessimo noi pure vedere quest'uomo il quale ci facesse conoscere la verità". Ella con gioia si recò dall'apostolo e gli raccontò tutto ciò che era avvenuto. Anche lui poi gioiva e predicava senza stancarsi la parola del Signore; impose loro la mano, le benedisse e comandò che si allontanassero. Ma la moglie del re non andò più da suo marito e suo figlio non riferì nulla al padre a proposito di ciò che aveva ascoltato.




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