| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[25] Apparve quindi subito a Siforo e a Zuzane, i quali non volevano andare in città e sedevano tutto il giorno al sepolcro; disse loro: "Perché sedete qui a custodirmi? Non sono qui! Sono asceso ed ho ricevuto tutto ciò che ho sperato. Perciò alzatevi, andate via da qui, fra breve vi riunirò con me".
Mentre a proposito dell'apostolo capitavano queste cose, la regina Trepzia e Migdonia condotte davanti a Mesdeo e Carisio erano martoriate, ma non si sottomettevano alla loro volontà. Ad esse apparve l'apostolo dicendo: "Non vogliate errare, il Signore Gesù presto vi darà aiuto!".
Mesdeo e Carisio non potendo vincere l'animo delle loro mogli, le lasciavano libere di seguire la loro volontà.
I fratelli si radunavano con molta gioia e letizia. Siforo era il sacerdote e Zuzane il diacono, ordinati dall'apostolo quando salì il monte per morirvi. Questi usufruivano di molti aiuti da parte del Signore, e ogni giorno la fede si radicava sempre più.
Ad essi il Signore concesse anche questa grazia. Il figlio di Mesdeo era posseduto dal demonio, né v'era alcuno che lo potesse liberare. Mesdeo allora decise così: "Andrò ad aprire il sepolcro, toglierò delle ossa dal corpo dell'apostolo, le metterò sopra mio figlio, certo guarirà". Mesdeo saliva il monte con questi pensieri, quando gli apparve Tomaso e gli disse: "Non hai creduto nei viventi e credi nei morti? Ma non temere! Il Signore Iddio avrà misericordia di te, ti mostrerà le viscere della sua misericordia, a causa della sua bontà".
Appena Mesdeo giunse sul monte, aprì il sepolcro, ma non trovò le ossa perché già da tempo alcuni fratelli avevano rapito le sante reliquie e le avevano sepolte nella città di Edessa. Tuttavia la terra e l'immondezza che il re poté trovare nel sepolcro, e sulle quali erano state adagiate le reliquie dell'apostolo, Mesdeo le portò via e le legò sul figlio dicendo: "Ora credo in te, Cristo, perché si allontanò da me colui che turba gli affetti degli uomini, e che mi impediva di vederti subito". Appena mise sul figlio quanto aveva trovato nel sepolcro, subito fu guarito, in quello stesso istante.
Una grande gioia pervase i fratelli, per la conversione del re a Gesù Cristo, re celeste, al quale sia onore e gloria nei secoli eterni. Così sia.