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Memorie apostoliche di Abdia

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[9] Io sono la potenza prima immortale e infinita. Entrato nell'utero di Rachele, fui generato da lei come uomo in modo da poter essere visto dagli uomini. Ho volato nel cielo, il mio corpo è composto col fuoco; ho fatto sì che le statue si muovessero, ho animato cose inanimate, ho mutato pietre in pane, da un monte ho volato discendendo sorretto dalle mani degli angeli. E queste cose non solo le ho fatte, ma le posso ripetere ora per dimostrare a tutti che sono il Figlio di Dio, che sono immortale e in grado di rendere immortali coloro che credono in me. Le tue parole sono tutte inutili, né puoi addurre alcun fatto che provi la verità. Come quel famoso mago che ti ha inviato, che non ha nemmeno potuto liberarsi dal supplizio della croce. Io posso infatti rendermi invisibile a coloro che volessero catturarmi, e poi di nuovo, volendolo, rendermi palese. Se volessi fuggire, trapasserei monti e rocce come argilla. Se precipitassi da un monte altissimo, giungerei a terra illeso, come se fossi trasportato; legato, sarei io stesso a liberarmi e legherei a mia volta coloro che mi avessero messo le catene; gettato assieme agli altri in carcere, farei sì che le porte si aprissero da sole. Trasformerei le statue inanimate in modo tale che vengano ritenute persone vive da coloro che le osservano; in un batter d'occhio farei nascere nuove piante e produrrei virgulti improvvisi; mi butterei nel fuoco, ma non mi brucerei; mi trasformerei in modo tale da non essere riconosciuto. Potrei avere due volti da mostrare agli uomini: apparire come pecora o capra; e, sebbene neonato, mettere la barba. Potrei librarmi volando nell'aria, rivelare ricchezze ingenti, costituire re ed essere adorato come Signore, ricevere di fronte a tutti onori divini in modo che, costruitami un'effige, mi onorino come Signore e mi adorino. Ma che bisogno c'è di elencare tutto? Io posso fare tutto ciò che voglio. Molte di tali opere le ho già sperimentate con successo. Infine, disse, una volta quando mia madre Rachele mi ordinò di andare nel campo a mietere, io, vedendo una falce, le comandai di andare a mietere: ed essa falciò dieci volte più delle altre. Dalla terra ho fatto scaturire virgulti nuovi che in un istante apparvero e misero fronde. Un'altra volta ho perforato un vicino monte".




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