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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[10] Dopo che Simone ebbe parlato, Pietro rispose: "Non dire degli altri ciò che non sono. Che tu sia un mago è chiaro e palese dagli stessi discorsi che hai fatto. Il nostro Maestro, di natura divina e umana, è palesemente buono. Quanto al fatto che sia veramente Figlio del Signore, viene comprovato da quegli stessi motivi grazie ai quali fu comprovato. Quanto a te, se non vuoi confessare di essere un mago, andiamo con tutta questa folla a casa tua, e lì scopriremo allora chi è il mago".
Ma mentre Pietro diceva questo, Simone cominciò a bestemmiare e a maledire, e non poté essere redarguito nel tramestio generale che ne seguì. Pietro, per non far vedere che se ne andava a causa delle imprecazioni, rimase immobile e lo redarguì aspramente. Il popolo indignato respinse Simone fuori dalle porte di casa, dopo che era già stato scacciato dall'atrio. Uno solo lo seguì. Nel silenzio generale, Pietro così parlò al popolo:
"Fratelli, dovete sopportare pazientemente le persone malvagie, ricordatevi che il Signore, pur potendo annientarle, permette tuttavia che vivano fino al giorno prefissato in cui tutto sarà sottoposto al giudizio. Potremo quindi non sopportare noi coloro che sopporta il Signore, cui sono sottomessi e ubbidiscono i cieli e la terra? E voi che vi siete convertiti al Signore per mezzo della penitenza, piegate davanti a lui le ginocchia".
Detto questo, si inginocchiò davanti al Signore. Pietro, con gli occhi al cielo pregava tra le lacrime per loro, perché il Signore, nella sua bontà, si degnasse di accogliere coloro che si rimettevano completamente a lui. Dopo aver pregato e prescritto che il giorno seguente giungessero per tempo, celebrò l'Eucaristia. Quindi, come d'uso, rimase in silenzio.