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Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[18] Allora Simone, sdegnato per non aver potuto svelare il segreto dell'apostolo, esclamò: "Vengano avanti grandi cani e lo divorino in presenza del Cesare". Appena ebbe parlato, comparvero dei cani di una grandezza eccezionale e si gettarono su Pietro. Pietro però, alzate le mani in preghiera, mostrò ai cani il pane che aveva benedetto; ed appena i cani lo videro svanirono nel nulla.
Allora Pietro rivolto a Cesare: "Ecco, imperatore, che ti ho mostrato a fatti e non a parole che cosa stesse pensando Simone. Infatti colui che aveva promesso che gli angeli sarebbero venuti contro di me ha mandato i cani, per far vedere che non possiede angeli divini, ma solo canini".
Perciò il mago indignato cominciò a valersi di ogni risorsa dei suoi scongiuri. Radunò il popolo e dichiarò di essere stato offeso dai Galilei e che avrebbe lasciato la città che normalmente lui proteggeva. Infine fissò il giorno in cui, assicurava con arroganza, in volo avrebbe dovuto essere trasportato alle sedi celesti per destino, per dimostrare che era in suo potere raggiungere il cielo quando voleva.
Il giorno stabilito salì sul monte Capitolino e, gettatosi da una rupe, cominciò a volare. Il popolo ammirato si mise a venerarlo. Molti dicevano pure che il volare corporalmente verso il cielo era una facoltà divina e non umana; e molti affermavano che il Cristo non aveva fatto nulla di simile. Allora Pietro, che si trovava tra loro, disse: "Signore Gesù, mostra la tua potenza e non permettere che il popolo che sta per credere in te venga ingannato da queste falsità. Signore, possa egli cadere, in modo che ogni vivente sappia di non potere nulla contro la tua potenza". Dopo che l'apostolo ebbe chiesto queste cose con le lacrime, disse: "Vi scongiuro nel nome di Gesù Cristo: voi che lo portate, lasciatelo andare subito". Alla voce di Pietro, abbandonato dai demoni, ingarbugliatosi il ritmo delle ali che aveva messo, precipitò. Né riprese più i sensi, ma tutto rotto nel corpo, senza forza, dopo poco spirò in quello stesso luogo.
Quando venne riferito ciò a Nerone, mentre si rammaricava di essere stato ingannato e deluso, indignato perché era stato tolto un uomo utile e necessario allo stato, cominciò a ricercare dei motivi per uccidere Pietro.