| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Memorie apostoliche di Abdia IntraText CT - Lettura del testo |
[6] Mentre accadeva tutto questo, un servo di nome Sostrate si recò segretamente dal beato Andrea a lamentarsi: "Mia madre si è innamorata di me e continua a tormentarmi perché mi unisca a lei; sono fuggito, avendo giudicato ciò una cosa nefanda. Ma lei, nell'eccesso dell'ira, è andata dal proconsole della provincia per gettare su di me il suo delitto. So bene che, una volta accusato, non potrò rispondere a queste accuse; preferisco inoltre morire, che far sapere a tutti il delitto di mia madre Ora ti confesso questo, perché ti degni di invocare per me il Signore, affinché non sia condannato innocentemente".
Stava ancora dicendo tali parole, quando arrivarono i ministri del proconsole a prelevarlo. Il beato apostolo, dopo aver recitato una preghiera, partì con il servo. La madre con grande decisione accusava il figlio: "Questo, signor proconsole, dimentico della pietà materna, mi voleva violentare, tanto che ho potuto sottrarmi con difficoltà" E il proconsole: "Dimmi, o servo, se sono vere le cose che tua madre proferisce". Ma egli taceva. Più volte il proconsole lo interrogò, ma il servo non rispondeva nulla. Continuando lui a tacere, il proconsole tenne un consiglio con i suoi per decidere sul da farsi.
Intanto la madre del servo cominciò a piangere. Rivoltosi ad essa il beato apostolo Andrea disse: "O infelice che emetti un amaro lamento a causa dell'incesto meditato contro tuo figlio Quanto lontano ti ha portato la concupiscenza! Non hai temuto di perdere l'unico figlio, presa com'eri dalla passione". Mentre ancora diceva queste cose, la donna soggiunse: "Sappi, proconsole, che da quando mio figlio ha tentato queste cose contro di me, da allora egli ha aderito a questo uomo". Adiratosi il proconsole per queste cose, comandò che il servo fosse rinchiuso nel sacco del parricidio e gettato nel fiume, e che Andrea fosse gettato in carcere fino a che fosse messo a morte, con altri supplizi da escogitare.
Proprio in quel momento, mentre il beato apostolo pregava, accadde un grande terremoto con un immenso fragore; il proconsole cadde dalla sua sedia e tutti i presenti stramazzarono a terra; la madre del servo fu percossa, inaridì e morì. Alla vista di tali cose il proconsole si prostrò ai piedi del santo apostolo e disse: "Abbi pietà di noi che stiamo perendo, affinché la terra non ci inghiottisca tutti". Alla preghiera del beato apostolo, il terremoto cessò, le folgori e i tuoni smisero; e aggirandosi tra quelli che erano stati colpiti, li restituì alla vita. Da allora il proconsole e molti altri che erano in Acaia accettarono la parola del Signore, credettero in Gesù Cristo e furono battezzati dall'apostolo del Signore.
Avvenne poi in quel tempo che il figlio di Cratino, della città di Sinope, mentre si lavava nel bagno delle donne, perse i sensi e fu maltrattato dal demonio. E poiché era preso da grandi febbri e la moglie si era gonfiata per idropisia, egli inviò una lettera al proconsole nella quale chiedeva di pregare Andrea di venire da lui. Acconsentendo alla richiesta del proconsole, Andrea salì su di un veicolo e arrivò in quella città.
Allorché Andrea entrò nella casa di Cratino, lo spirito maligno scosse il figlio e venne a prostrarsi ai piedi del beato apostolo, che lo riprese severamente dicendo: "O nemico del genere umano, allontanati dal servo di Dio". E questo subito con alte grida si allontanò da lui. Poi l'apostolo si portò al letto di Cratino e disse: "Giustamente sei ammalato tu che, abbandonato il tuo talamo, ti abbandoni alla fornicazione. Sorgi nel nome del Signore Gesù Cristo e sta sano, ma non peccare più se non vuoi incorrere in un peggiore malanno". E da quell'ora Cratino fu risanato.
Alla moglie disse: "O infelice donna, la concupiscenza degli occhi ti ha ingannata, perché, lasciato tuo marito, ti unisti ad altri". E soggiunse: "O Signore Gesù Cristo, invoca la tua misericordia, esaudisci il tuo servo e concedi che, se questa donna dovesse ritornare alla impurità della libidine di cui prima si macchiò, non venga risanata integralmente; perciò, Signore, se sai, e tu nella tua potenza conosci anche il futuro, che questa donna si asterrà da questo vizio, comanda che venga sanata". Mentre diceva queste cose, evacuando per la parte inferiore tutto il liquido, fu sanata assieme a suo marito.
Il beato apostolo rese grazie, spezzò il pane e glielo porse. Ricevutolo, credette nel Signore, con tutta la sua famiglia. Né da allora essa e suo marito commisero le scelleratezze di prima. Cratino, prostrato in terra con sua moglie, voleva offrire all'apostolo grandi doni, ma l'uomo di Dio disse: "Non è mia abitudine ricevere queste cose, dilettissimi; è a voi piuttosto che spetta darle a coloro che ne hanno bisogno".