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Nat. di Maria e Gesù: Cod. Arundel

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[A94] Magi e stella. A loro disse Giuseppe: "Donde avete saputo questo che mi dite?". I magi gli risposero: "Presso di voi ci sono delle Scritture antiche dei profeti di Dio, nelle quali si parla del Cristo, come ha da essere la sua venuta in questo mondo. Così pure presso di noi ci sono delle scritture più antiche delle Scritture nelle quali si parla di lui. Del resto, poiché ci hai domandato donde mai possiamo sapere ciò, ascoltaci. L'abbiamo saputo dal segno della stella: ci è apparsa infatti più sfolgorante del sole, sul cui fulgore nessuno ha mai potuto dire nulla. Questa stella, che è sorta, significa che nello splendore del giorno regnerà la stirpe di Dio. Essa non girava nel centro del cielo come sogliono fare le stelle fisse e i pianeti, che quantunque osservino un certo corso di tempo, essendo immobili e di incerta provenienza sono sempre dette erranti: solo questa non è errante. Pareva, infatti, che tutto il polo, cioè il cielo, non potesse contenerne la grandezza; ma anche il sole non ha potuto oscurare lo splendore della sua luce come fa per quello delle altre stelle. Anzi lo stesso sole si è fatto più debole di fronte allo splendore della sua venuta. Questa stella, infatti, è parola di Dio. Quante sono le stelle, altrettante sono le parole di Dio. E parola di Dio è il Dio ineffabile. Come ineffabile è questa stella: essa appunto ci fu compagna lungo la via che abbiamo percorso per venire a Cristo".




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