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Corrispondenza apocrifa di Paolo

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2. LETTERA AGLI ALESSANDRINI *   (Sacram. e lezion. di Bobbio)  

[1] Fratelli, noi che siamo sotto l'autorità del Signore, dobbiamo osservare il comandamento di Dio.

[2] Coloro che osservano i precetti del Signore, hanno la vita eterna, coloro invece che rifiutano i suoi comandamenti si attirano una rovina e in ciò (consiste) la seconda morte.

[3] Il precetto del Signore è questo: non spergiurare, non rubare, non commettere adulterio, non dire falsa testimonianza, non ricevere doni contro la verità né a motivo della tua autorità.

[4] A colui che è in autorità e rinnega la verità sarà rifiutato il regno di Dio e sarà calpestato nell'inferno: ove non si entra due volte.

[5] Quanto siamo fragili e prevaricatori, allorché commettiamo il peccato!

[6] Non ogni giorno facciamo penitenza, ma ogni giorno aggiungiamo peccato a peccato.

[7] Affinché sappiate, fratelli carissimi, che le vostre azioni... in questo libro sta scritto: "Nel giorno del giudizio ci si ricorderà (delle vostre azioni)".

[8] Allora non ci saranno testimoni, né correi, né per quel giudizio i doni avranno alcun peso! Giacché non c'è nulla al di sopra della fede, della verità, della castità, del digiuno e dell'elemosina che estingue tutti i peccati.

[9] E non fare a un altro ciò che non vuoi sia fatto a te.

[10] Impegnati formalmente per il regno di Dio, e avrai la corona del Signore Gesù Cristo!

 

 




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