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Lettera degli Apostoli

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[39]

[1] Gli domandammo: "Signore, hai intenzione di lasciarci cadere su di loro?". Ci rispose: "Come potrebbe avvenire il giudizio, e distinguere i giusti dagli ingiusti?".

Gli domandammo: "Signore, in quel giorno ti diranno: "Tu non hai distinto il giusto dall'ingiusto, la luce dalle tenebre, il bene dal male"". Ci disse: "Risponderò loro: "Ad Adamo fu data la facoltà di scegliere tra due. Scelse la luce e stese ad essa la sua mano: lasciò dietro di sé le tenebre, gettandole via da sé".

[2] Tutti gli uomini dunque hanno la facoltà di credere nella luce che è la vita e il Padre che mi ha mandato. Colui che crede e compie le opere della luce, in esse vivrà.

Ma se uno confessa di appartenere alla luce, e compie le opere delle tenebre, costui non ha alcuna scusa da addurre, né può alzare il suo sguardo sul Figlio di Dio, cioè su di me. Io gli dirò: "Quando hai cercato, hai trovato; quando hai chiesto, hai ricevuto. In che cosa mi condanni, o uomo? Per qual motivo ti sei allontanato da me e mi hai rinnegato? Per qual motivo mi hai confessato e poi mi hai rinnegato?".

Non ha, forse, ognuno la facoltà di vivere e di morire? Ora, chi osserva i miei comandamenti, sarà figlio della luce, cioè del Padre che si trova in me.

[3] Io sono disceso dal cielo a causa di coloro che pervertono le mie parole. Io sono la parola; mi sono incarnato, mi sono affaticato ed ho insegnato: quelli che sono invitati saranno salvati, e quelli che sono persi andranno perduti per sempre. Saranno acerbamente castigati e tormentati nella loro carne e nella loro anima".

[40] Gli dicemmo: "Signore, ci rincresce veramente per essi!". Ci rispose: "Fate bene, perché i giusti si curano dei peccatori e pregano per essi, allorché pregano il Padre mio".

Gli domandammo nuovamente: "Signore, perché ora nessuno intercede presso di te?". Ci rispose: "Sì, ascolterò la preghiera che i giudici fanno per sé".

Quand'ebbe finito di parlare, gli dicemmo: "Tu ci hai ammaestrato in tutte le cose, Signore, hai avuto misericordia di noi e ci hai salvato affinché predichiamo a coloro che sono degni di essere salvati, e ci conquistiamo da te una ricompensa".

[41] Ci rispose: "Andate e predicate, sarete così buoni lavoratori e ministri". Gli dicemmo: "Sei tu che predicherai per mezzo nostro!". Ci rispose: "Non siete tutti padri e tutti maestri!". E noi: "Sei tu, Signore che ci hai detto: "Non chiamatevi padri, sulla terra; uno, infatti, è il vostro Padre che è nei cieli, e il vostro maestro"; perché ci dici ora: "Sarete padri di molti figli e ministri e maestri?"".

Rispose: "Come avete detto voi! In verità vi dico: chi vi ascolterà e crederà in me, riceverà da voi, per mezzo mio, la luce del sigillo e il Battesimo, per mezzo mio: voi sarete così padri, ministri e maestri".

[42] Gli domandammo: "Come è possibile, o Signore, che ognuno di noi li sia tutti e tre?".

Ci rispose: "In verità, vi dico: una volta sarete chiamati padri perché con cuore devoto e con amore avete loro rivelato le cose del regno dei cieli; sarete chiamati ministri perché essi riceveranno il Battesimo della vita e il perdono dei peccati dalla mia mano, ma per mezzo vostro; e sarete chiamati maestri perché, senza invidia, avete dato loro la parola e li avete ammoniti e, dopo la vostra ammonizione, si sono convertiti. Non avete avuto timore della loro ricchezza e della loro presenza, ma avete osservato i comandamenti di mio Padre e li avete portati a compimento.

Da mio Padre che è nei cieli, a voi sarà data una grande ricompensa, ed a quelli sarà concesso il perdono dei peccati e la vita eterna, e parteciperanno al regno dei cieli".

Gli dicemmo: "Anche se ognuno di noi, Signore avesse diecimila lingue per parlare, non ti potremmo ancora ringraziare per queste promesse che ci hai fatto".

Rispose: "Vi dico soltanto questo: fate come io stesso ho fatto,

[43]

[1] e sarete come le vergini prudenti che hanno vegliato e non si sono addormentate, bensì sono andate incontro al Signore, nella camera nuziale; le (vergini) stolte non hanno potuto vegliare, e si sono addormentate".

Gli domandammo: "Signore quali sono le prudenti e quali le stolte?". Ci rispose: "Cinque sono prudenti e cinque stolte, in riferimento a quanto ha detto il profeta: "Essi sono figli di Dio. Udite ora i loro nomi"".

Ma noi ci mettemmo a piangere e restammo tristi per quelle che si erano addormentate.

Ci disse: "Le cinque prudenti sono: la fede, l'amore, la grazia, la pace e la speranza. Quelli, tra i credenti, che possiedono queste saranno le guide di coloro che hanno creduto in me ed in colui che mi ha mandato. Poiché io sono il Signore e lo sposo che essi hanno ricevuto: essi sono entrati nella casa (dello sposo) e hanno preso posto con me nella camera nuziale (e si sono rallegrati).

[2] Le cinque stolte, dopo che si erano addormentate, si svegliarono, vennero alla porta della camera nuziale e picchiarono perché le si aveva chiuse (fuori). Esse piangevano e si lamentavano che nessuno aprisse". Gli domandammo: "Le loro sorelle prudenti che erano dentro, nella casa dello sposo, hanno forse seguitato, o Signore, senza aprire loro? Non si sono rattristate su di esse, né lo sposo ha supplicato che fosse loro aperto?". Ci rispose: "Esse non avevano ormai più la possibilità di ottenere per sé alcun favore".

[3] Gli domandammo: "Signore, in che giorno entreranno per amore delle loro sorelle?". Ci rispose: "Chi è escluso, è escluso!". Domandammo: "Signore, è questa una parola definitiva? Chi sono ora le stolte?".

Ci rispose: "Udite i loro nomi! La conoscenza, l'intelligenza, l'obbedienza, la pazienza e la misericordia. Queste sono quelle che hanno dormito, in quanto hanno creduto e mi hanno confessato,

[44] ma avendo dormito non osservarono i miei comandamenti, perciò resteranno fuori del regno, fuori dell'ovile del pastore e delle sue pecore. E quello che resta fuori dell'ovile delle pecore, sarà divorato dai lupi, sarà condannato e morirà tra lancinanti dolori. In lui non ci sarà né il riposo né la continuità, sarà punito duramente, ridotto a pezzi e divorato da lenti e terribili tormenti, e non riuscirà ad avere una morte celere".

[45] Gli dicemmo: "O Signore, come ci hai rivelato bene ogni cosa!". Ci rispose: "Non afferrate queste parole!". Gli rispondemmo: "Sì, Signore! (Gli uomini) entreranno nel tuo regno per mezzo delle cinque. Ma quelle che vegliarono e sono poi entrate e rimaste con te, signore e sposo, non godranno di quelle che hanno dormito".

Ci disse: "Naturalmente! Vi rallegrerete di essere entrate dallo sposo e signore, e sarete spiacenti per quelle che hanno dormito, essendo esse vostre sorelle. Tutte e dieci sono infatti figlie di Dio Padre".

Gli domandammo: "Signore, spetta dunque a te usare misericordia verso le loro sorelle?". Ci rispose: "Non spetta a me, ma a colui che mi ha mandato, ed io sono d'accordo con lui.

[46] Voi predicherete e insegnerete bene e rettamente allorché non avrete vergogna davanti a nessuno e non avrete timore di nessuno, soprattutto dei ricchi: questi infatti non osservano i miei comandamenti, ma si vantano della loro ricchezza".

Gli domandammo: "Signore, vale solo per i ricchi?". Ci rispose: "Se uno non è ricco, ma possiede un piccolo patrimonio e dà ai poveri e ai bisognosi, gli uomini lo chiameranno benefattore.

[47] Ed allorché cade sotto il fardello dei peccati da lui commessi, il suo prossimo lo corregge per il bene da lui fatto al suo prossimo. Quando il suo prossimo lo corregge ed egli si pente, sarà salvo; e colui che lo ha corretto riceverà una mercede e la vita eterna. Poiché un bisognoso se vede peccare colui che gli ha fatto del bene e non lo corregge, sarà giudicato severamente.

Se un cieco guida un altro cieco, cadono tutti e due in una fossa. Chi guarda le persone per loro stesse, sarà come i due ciechi come ha detto il profeta: guai a coloro che fanno accezione di persona, che per i regali assolvono i colpevoli; guai a coloro il cui Dio è il ventre. Vedete ora come è il giudizio? In verità, vi dico: in quel giorno, né sarò suggestionato dai ricchi, ne sarò intenerito dai poveri.

[48] Se tu vedi un peccatore, ammoniscilo tra te e lui. Se non ti dà ascolto, prendi con te un altro, fino a tre, e ammaestra il tuo fratello. (Testo etiopico). Se nuovamente non ti ascolta, consideralo come un gentile e un pubblicano.

[49] Qualunque cosa tu senta contro il tuo fratello, non prestare fede; non calunniare e non dilettarti nel sentire calunnie. Così, infatti, sta scritto: "Non permettere che le tue orecchie ascoltino qualcosa contro il tuo fratello; soltanto se tu stesso sei stato testimone di qualcosa allora correggilo, rimproveralo e convertilo"".

Gli dicemmo: "Signore, tu ci hai ammaestrato in ogni cosa e ci hai ammonito. Tra i credenti, Signore, tra coloro che crederanno alla predicazione del tuo nome, ci devono proprio essere il dubbio, la divisione, la gelosia, la confusione, l'odio e l'invidia? Tu, infatti, hai detto: "Si criticheranno l'un l'altro senza alcun riguardo per la persona". Quelli che odiano coloro che li hanno ammoniti, peccano?". Ci rispose: "Perché, allora, vi è un giudizio? Affinché il grano sia radunato nel granaio e la pula gettata nel fuoco.

[50]

[1] Quelli che odiano (tali cose), amano me e rimproverano coloro che non adempiono i miei comandamenti saranno odiati, perseguitati, disprezzati e motteggiati. La gente dirà deliberatamente ciò che non è vero e complotteranno contro coloro che mi amano. Ma costoro li rimprovereranno, affinché si possano salvare. E coloro che li rimproverano, correggono e ammoniscono, saranno odiati, segregati, disprezzati, e coloro che desiderano far loro del bene, ne saranno impediti. Ma coloro che sopportano queste cose, presso il Padre saranno come dei martiri essendo stati zelanti della giustizia e non zelanti della corruzione".

[2] Gli domandammo: "Signore, tali cose accadranno anche in mezzo a noi?". Ci rispose: "Non abbiate paura! Non accadrà in molti, ma in pochi".

Gli domandammo: "Dicci in quale maniera". Ci rispose: "Verrà un'altra dottrina e una confusione. Siccome cercheranno il proprio onore, creeranno una dottrina vuota. Ci sarà perciò uno scandalo mortale: insegneranno (questa dottrina) e distoglieranno quegli stessi che credono in me allontanandoli dai miei comandamenti e sottraendoli dalla vita eterna.

[3] Ma guai a coloro che falsificano la mia parola e si servono del mio comandamento come pretesto, a coloro che li ascoltano, a coloro che si allontanano dalla dottrina della vita, a coloro che si allontanano dal comandamento di vita: saranno eternamente puniti con essi".

[51] Dopo aver detto questo e terminato il suo discorso con noi, ci disse: "Ecco che fra tre giorni e tre ore verrà colui che mi ha mandato, affinché io lo segua".

E mentre così parlava ci fu un tuono, un lampo, un terremoto; si squarciarono i cieli, venne una nuvola luminosa e lo portò via. Si udivano le voci di molti angeli che si rallegravano, inneggiavano e dicevano: "Radunaci, sacerdote, nella luce della gloria". Ed allorché essi raggiunsero il firmamento del cielo, l'udimmo dire: "Andate in pace!".

Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo è terminato il libro del testamento nella pace di Dio! Egli protegga il suo servo 'Abeselom per i secoli dei secoli. Amen.




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