Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Pius PP. IX
Quibus, quantisque

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

XIV.

Rammenterete, Venerabili Fratelli, quali schiamazzi e tumulti si mossero dagli uomini della turbolentissima fazione dopo l’Allocuzione da Noi ora accennata, ed in qual modo Ci venne imposto un ministero civile del tutto contrario alle Nostre massime e ai Nostri divisamenti, ed ai diritti della Sede Apostolica. Noi certamente, fin da quel tempo, prevedemmo l’esito infelice della guerra d’Italia, mentre uno di quei Ministri non dubitava di asserire che la guerra medesima sarebbe durata, benché Nostro malgrado, e senza la Pontificia benedizione. Lo stesso Ministro altresì con sommo oltraggio della Sede Apostolica non ebbe ribrezzo di proporre che il civile principato del Romano Pontefice dovesse affatto separarsi dal potere spirituale del medesimo. Quegli stesso, non molto dopo, parlando di Noi osò affermare pubblicamente tali cose, con le quali bandiva in certo modo e segregava il Pontefice stesso dal consorzio degli uomini. Il giusto e misericordioso Signore volle umiliarci sotto la possente sua mano permettendo che, per lo spazio di più mesi, la verità da una parte, la menzogna dall’altra pugnassero tra loro con fierissima battaglia, alla quale pose termine la formazione di un altro Ministero, che poi cedette il posto ad altro, che accoppiava bellamente all’ingegno un particolare zelo per difendere l’ordine pubblico e mantenere le leggi. Ma la sfrenata licenza ed audacia delle prave passioni, levando ogni giorno più alto il capo, dilatavano la loro dominazione, ed i nemici di Dio e degli uomini, accesi dalla lunga e fiera sete di dominare, predare e distruggere, null’altro tanto anelavano quanto di rovesciare tutte le leggi divine ed umane, e saziare cosi le loro brame. Quindi le macchinazioni da tanto tempo preparate si manifestarono apertamente; si videro le vie macchiate di sangue umano, e furono commessi sacrilegi non mai abbastanza deplorabili, e violenze mai intese con indicibile ardimento fatteci nella Nostra stessa residenza al Quirinale. Quindi, oppressi da tante angustie, non potendo liberamente esercitare l’ufficio non solo di Sovrano, ma neppure di Pontefice, non senza somma amarezza del Nostro animo fummo costretti ad allontanarci dalla Nostra Sede. Passiamo ora sotto silenzio quei luttuosissimi fatti da Noi narrati nelle pubbliche proteste, perché non si esacerbi il Nostro comune dolore nel ricordarli. Appena poi i sediziosi conobbero quelle Nostre proteste, infuriando, e con maggiore audacia, e tutto a tutti minacciando, non risparmiarono alcuna sorta di frode, d’inganno, di violenza per gettare sempre più grande spavento nei buoni già abbastanza atterriti. E dopo che ebbero introdotto quella nuova forma di Governo da essi chiamata Giunta di Stato, e tolti di mezzo i due Consigli da Noi istituiti, si adoperarono con tutta lena per adunare una nuova assemblea da essi chiamata Costituente Romana. L’animo certamente rifugge e ripugna al rammentare quali e quante frodi usassero per riuscire in tale intento. Qui poi non possiamo dispensarci dal tributare le debite lodi alla maggior parte dei Magistrati dello Stato Pontificio, i quali memori del proprio onore e del proprio dovere vollero piuttosto ritirarsi dall’ufficio, anziché collaborare in alcun modo ad un’impresa che tendeva a spogliare il loro Sovrano ed il Padre amantissimo del suo legittimo civile principato. Si adunò finalmente quell’Assemblea, ed un certo avvocato romano, sin nell’esordio del suo primo discorso pronunciato ai congregati, dichiarò solennemente a tutti ciò che egli e tutti gli altri suoi compagni autori dell’orribile movimento sentissero, volessero e dove mirassero. "La legge del progresso morale, diceva egli, è imperiosa ed inesorabile", e insieme soggiungeva che egli e gli altri erano già da molto tempo decisi di abbattere dalle fondamenta il dominio temporale e il governo della Sede Apostolica, qualunque cosa da Noi si fosse fatta per secondare i loro desideri.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 EuloTech SRL