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| Pius PP. IX Quibus, quantisque IntraText CT - Lettura del testo |
Frattanto i capi della fazione, spingendo la loro impresa con maggiore impeto ed audacia, non tralasciavano di scagliare orrende calunnie e contumelie d’ogni sorta contro la Nostra persona e contro coloro che Ci affiancavano; inoltre osavano, per somma nefandezza, abusare delle parole stesse e delle sentenze del Santo Vangelo per adescare sotto la veste di agnello (mentre non sono al di dentro se non lupi rapaci) l’inesperta moltitudine ai loro pravi disegni e complotti, e per avvelenare con false dottrine le menti degli incauti. I Sudditi poi, fedelmente attaccati e devoti a Noi ed al dominio temporale della Santa Sede, Ci richiedevano meritatamente ed a buon diritto di essere liberati da tante gravissime angustie, pericoli, calamità e rovine da cui erano oppressi per ogni dove. E poiché taluni di essi Ci ravvisano come cagione, sebbene innocente, di tante perturbazioni, così vogliamo che essi riflettano che Noi di fatto, appena innalzati al soglio pontificio, rivolgemmo le Nostre paterne cure e disegni, come sopra dichiarammo, precisamente a migliorare con ogni impegno la condizione dei popoli del Nostro Stato Pontificio; ma per opera d’uomini nemici e turbolenti è avvenuto che riuscissero inutili quei Nostri disegni, mentre all’opposto accadde, così permettendolo Iddio, che i faziosi medesimi siano potuti riuscire a mandare ad effetto quello che già da lungo tempo non avevano mai desistito di ordire e tentare con ogni e qualunque genere di malizia.