| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Pius PP. IX Quibus, quantisque IntraText CT - Lettura del testo |
Non fu Nostro scopo in questa Nostra Allocuzione di enumerare tutti gli errori dai quali i popoli miseramente delusi vengono spinti a così gravi sciagure, o di additare tutte le macchinazioni con cui si cerca la rovina della Religione Cattolica, e di attaccare da ogni parte, e d’invadere la rocca di Sion. Quanto abbiamo fin qui con dolore rammentato dimostra a sufficienza che dalle invalse prave dottrine e dal disprezzo della giustizia e della Religione derivano quelle calamità e sciagure da cui le nazioni e le genti sono tanto travagliate. Ad eliminare dunque danni così gravi non si devono risparmiare cure, consigli, fatiche e veglie, perché, sradicate tante perverse dottrine, comprendano tutti che nell’esercizio della virtù, della giustizia, della Religione consiste la vera e solida felicità. Quindi Noi e voi e gli altri Venerabili Fratelli Vescovi di tutto l’orbe cattolico dobbiamo con ogni cura, sollecitudine e sforzo adoperarci perché i fedeli, allontanati dai pascoli avvelenati, e condotti ai salubri, e nutriti ogni giorno più con le parole della fede, conoscano, evitino le frodi e gl’inganni degli insidiatori e, ben comprendendo che il timore di Dio è la fonte di ogni bene, e i peccati e le iniquità attirano i flagelli di Dio, si studino con tutta diligenza di fuggire il male, ed operare il bene. Perciò in mezzo a tante angustie proviamo certamente non lieve letizia sapendo con quanta fermezza e costanza d’animo i Venerabili Fratelli Vescovi dell’orbe cattolico, strettamente fedeli a Noi ed alla Cattedra di Pietro, insieme con il clero a loro obbediente virilmente si adoperino a difendere la causa della Chiesa, ed a sostenere la sua libertà e con quale sacerdotale premura e diligenza diano ogni opera per confermare sempre più i buoni nella bontà, ricondurre i traviati nel sentiero della giustizia, e con la voce e con gli scritti ribattere e confondere gli ostinati nemici della Religione. E mentre siamo lieti di porgere ai Venerabili Fratelli medesimi le giuste e meritate lodi, li rincuoriamo affinché con l’aiuto divino proseguano con zelo sempre maggiore ad adempiere il proprio ministero, a combattere le battaglie del Signore, a sollevare la voce con sapienza e vigore per evangelizzare Gerusalemme e sanare le piaghe d’Israele. Conforme a ciò, non cessino dal ricorrere con fiducia al trono della grazia, dal raddoppiare sia pubbliche sia private preghiere e dall’inculcare con impegno ai fedeli che facciano penitenza, affinché possano ottenere dal Signore misericordia, e rinvenire la grazia nell’aiuto opportuno. Né desistano dall’esortare gli uomini d’ingegno e di sana dottrina, onde essi sotto la scorta dei propri pastori e dell’Apostolica Sede si sforzino a rischiarare le menti dei popoli, ed a dissipare le tenebre dei serpeggianti errori.