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Pius PP. IX
Quibus, quantisque

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III.

Per il Nostro singolare affetto verso i sudditi Ci doleva oltremodo e Ci affannava, Venerabili Fratelli, il vedere quei continui turbamenti popolari tanto avversi sia della pubblica quiete e dell’ordine, sia della tranquillità privata e della pace delle famiglie; né potevamo tollerare quelle frequenti collette pecuniarie che sotto vari titoli, non senza lieve molestia e dispendio dei cittadini, si andavano facendo. Pertanto, nel mese di aprile dell’anno 1847, con pubblico editto del Nostro Cardinale Segretario di Stato non tralasciammo di avvertire tutti di astenersi da simili popolari adunanze e largizioni, di attendere di nuovo ai proprii affari, di riporre in Noi ogni fiducia, di tenere per certo che le Nostre paterne cure e i Nostri pensieri erano unicamente rivolti a procurare il pubblico bene, come già avevamo dato prove con parecchi e luminosissimi argomenti. Ma questi Nostri salutari avvisi coi quali Noi Ci sforzavamo di frenare così grandi movimenti popolari e richiamare i sudditi stessi all’amore della quiete e della tranquillità, si opponevano assai ai pravi desideri ed alle macchinazioni di taluni.




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