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Pius PP. IX
Noscitis et Nobiscum

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II.

Ancorché dopo questi avvenimenti la stessa città di Roma, e le altre province del Pontificale dominio, la mercé di Dio, e per l’opera delle Nazioni Cattoliche siano state ridonate al civile Nostro reggimento, e i tumulti delle guerre cessati siano anche nell’altre regioni d’Italia; nulladimeno non cessarono, né cessano tuttavia, questi perversi nemici di Dio e degli uomini dal proseguire nell’indegno divisamento se non colla forza aperta, certo con astuti né sempre occulti artifici. Non vi ha dubbio, che a Noi che sosteniamo in questi difficilissimi tempi la suprema cura del gregge del Signore, e Ci addoloriamo profondamente dei pericoli in cui si ritrova l’Italia, riesce di singolare conforto il considerare lo zelo di che siete animati, o Venerabili Fratelli, e del quale Ci avete forniti molti argomenti, allorché infieriva il turbine della passata procella, e di cui Ci fornite ogni giorno più bellissime prove. Sennonché la gravità del pericolo C’incalza, perché Noi, secondo il debito del Pastorale ufficio, a voi, chiamati a parte della Nostra sollecitudine, porgiamo colle nostre esortazioni nuovo stimolo, sia a combattere costantemente con Noi le guerre del Signore, sia a provvedere e a metter mano con concordia di animi a quelle cose, in forza di cui con la Benedizione celeste si metta riparo a quei mali che la Religione nostra santissima avesse per isventura sofferti in Italia, e si appresti un qualche rimedio ai futuri pericoli.




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