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Pius PP. IX
Noscitis et Nobiscum

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XXXI.

Ma quanto a ciò Noi abbiamo fiducia che tutti i dilettissimi Nostri Figliuoli nel Signore i Sovrani dell’Italia verranno in vostro aiuto col potente lor braccio, sì che possiate soddisfare al vostro debito più pienamente, nelle cose già dette; né dubitiamo che essi vorranno prendere la difesa della Chiesa e di tutti gli spirituali e temporali suoi diritti. Certo non vi è cosa che si convenga meglio di questa alla religione e pietà avita, di cui si mostrano animati, e della quale sono di esempio ad altrui. Non isfugge per fermo alla loro avvedutezza che i primordi di tutti i mali che ci opprimono sì gravemente, si hanno a ripetere dai danni che la Religione e la Chiesa ebbero a sostenere già dal bel principio del Protestantesimo. Quei Principi conoscono assai bene, che dall’autorità dei Prelati Ecclesiastici soventi volte conculcata, e dalla ostinatezza crescente ogni giorno più nel violare a man salva i divini ed ecclesiastici comandamenti, ne risultò che diminuisse pure nei popoli l’ossequio verso la civile Potestà, e si schiudesse la via agli odierni nemici della pubblica tranquillità per macchinare ribellioni contro i Monarchi. Quei Principi comprendono a maraviglia, che dalla usurpazione, dal saccheggio e dalla pubblica vendita dei beni temporali appartenenti per legittimo diritto di proprietà alla Chiesa, ne nacque che illanguidisse nei popoli la riverenza verso le proprietà sacre per religiosa destinazione, e che quindi molti prestassero volentieri l’orecchio agli audacissimi difensori del socialismo e del comunismo, i quali van divisando anch’essi d’impadronirsi, e dividere e convertire in qualsivoglia altro modo ad uso altrui le umane proprietà. S’avveggono inoltre che quei legami con cui in addietro con molteplici artifizi si vollero legare i Pastori della Chiesa, anziché non usassero liberamente della sacra loro Autorità, quei legami stessi vennero a costringere a poco a poco la Potestà civile. Conoscono finalmente che non vi è rimedio alcuno più pronto né più efficace contro le calamità che ci affliggono, del far rivivere in tutta l’Italia l’antico splendore della Religione e Chiesa cattolica, nella quale non ha dubbio trovarsi acconcissimi rimedi per qualsivoglia condizione di uomini e bisogno che occorra.




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