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Pius PP. IX
Singulari quidem

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III.

Ora, l’ardente carità che Ci fa abbracciare in un unico sentimento d’amore tutto il gregge del Signore, divinamente affidatoci da Gesù Cristo medesimo, e il gravoso incarico del Nostro Ministero Apostolico per cui dobbiamo provvedere con ogni Nostra forza alla salvezza di tutte le nazioni e di tutti i popoli, Ci sospingono, Nostri Diletti Figli e Venerabili Fratelli, a sollecitare sempre più, con tutta l’energia di cui siamo capaci, la vostra insigne pietà e la vigile virtù episcopale perché continuiate ad adempiere con zelo sempre più ardente e con la più premurosa diligenza tutte le funzioni del vostro ufficio episcopale, senza risparmiare né affanni, né consigli, né fatiche per conservare intatto e inviolabile nelle vostre Diocesi il patrimonio della nostra santissima fede. Vegliate sulla incolumità del vostro gregge, preservatelo da tutte le frodi e le insidie dei nemici. Infatti Voi conoscete bene gli infami artifici, le numerose macchinazioni e le mostruose invenzioni di ogni genere di opinioni con cui astuti architetti di dogmi perversi tentano di deviare dal sentiero della verità e della giustizia e di trascinare nell’errore e nella perdizione gli improvvidi e soprattutto gli sprovveduti. E neppure ignorate, Diletti Figli Nostri e Venerabili Fratelli, che tra i tanti e mai abbastanza deplorati mali che turbano e sconvolgono la società ecclesiastica e civile, ora ne emergono in particolare due, che si possono considerare a buon diritto come l’origine di tutti gli altri. A Voi infatti sono anzitutto noti gli innumerevoli e funestissimi danni che sulla società cristiana e civile si riversano dal fetido errore dell’indifferentismo. Da qui la grave negligenza in tutti i doveri verso Dio in cui viviamo, ci muoviamo e siamo; da qui trascurata la santissima religione; da qui scosse e quasi sconvolte le fondamenta di ogni diritto, della giustizia e della virtù. Da questa ignobile forma d’indifferentismo non molto si scosta la teoria, eruttata dalle tenebre, dell’indifferenza delle religioni per cui uomini estranei alla verità, avversari del vero credo religioso e immemori della loro salute, docenti di principi contraddittori e sprovvisti di solido convincimento, non ammettono alcuna differenza tra le professioni di fede più divergenti, vivono in pace con tutti, e pretendono che a tutti, a qualunque religione appartengano, sia aperto l’ingresso alla vita eterna. Infatti nulla importa loro, sebbene di diverse tendenze, pur di cospirare alla rovina dell’unica verità .




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