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Pius PP. IX
Ad gravissimum

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X.

Intanto, mentre spinti dal dovere del Nostro ufficio siamo costretti, non senza grave dolore dell’animo, a dichiarare e promulgare tali cose, commiserando la lacrimevole cecità di tanti figli, Noi non desistiamo dal chiedere umilmente e con ogni sforzo al clementissimo Padre di misericordia che con la sua onnipotente virtù affretti quel giorno, tanto desiderato, nel quale possiamo nuovamente accogliere con gioia fra le paterne braccia questi Nostri figli ravveduti e ritornati al loro dovere; e vedere reintegrati, in tutti i Nostri Stati Pontifici l’ordine e la tranquillità, e allontanata ogni perturbazione. Sostenuti da tale fiducia in Dio, siamo altresì confortati dalla speranza che i Principi d’Europa, come in passato, così anche ora si adoperino con comune accordo e sollecitudine per difendere e conservare intero questo Principato temporale Nostro e della Santa Sede, dato che interessa sommamente a ciascuno di loro che il Romano Pontefice goda di pienissima libertà, affinché si possa debitamente soddisfare alla tranquillità di coscienza dei cattolici che risiedono nei loro Stati. Tale speranza, invero, viene accresciuta anche dal fatto che gli eserciti francesi esistenti ora in Italia, secondo quanto il Nostro carissimo figlio in Cristo l’Imperatore dei Francesi ha dichiarato, non solo non faranno cosa alcuna contro il potere temporale Nostro e di questa Santa Sede, ma anzi si adopreranno per difenderlo e conservarlo.

 

20 giugno 1859

 




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