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| Pius PP. IX Quanto conficiamur IntraText CT - Lettura del testo |
Ognuno di Voi, Diletti Figli Nostri e Venerabili Fratelli, può facilmente capire in quale dolore versiamo a causa della guerra crudele e sacrilega mossa, in questi tempi terribili, contro la Chiesa cattolica in quasi tutte le regioni della terra e soprattutto a causa di quella che, nell’infelice Italia, sotto i Nostri occhi, è stata dichiarata da diversi anni dal Governo Subalpino e che, di giorno in giorno, infuria sempre più. Invero, pur tra le Nostre così gravi afflizioni, quando a Voi volgiamo lo sguardo, proviamo un profondo e consolante sollievo. Nonostante siate dolorosamente tormentati da ogni sorta d’ingiustizie e di violenze, strappati dal vostro gregge, mandati in esilio, perfino gettati in carcere, tuttavia, armati della forza che viene dall’alto, non avete mai cessato, con la parola e con salvifici scritti, di difendere coraggiosamente la causa, i diritti, la dottrina del Signore, della Sua Chiesa e di questa Apostolica Sede, e di provvedere alla incolumità del vostro gregge. Dal profondo dell’animo Ci felicitiamo con Voi per la letizia con cui sopportate l’oltraggio in nome di Gesù, e Noi vi rivolgiamo le lodi che meritate con le parole del Nostro Santissimo Predecessore Leone: "Quantunque condivida con tutto il mio cuore le afflizioni che avete sopportato per la difesa della fede cattolica e consideri ciò che avete sofferto non altrimenti che se io stesso avessi patito, tuttavia sento che vi è più motivo di gaudio che di lamento nel fatto che Voi, confortandovi in Nostro Signore Gesù Cristo, siate rimasti invincibili nella dottrina evangelica ed apostolica e che, cacciati dalle vostre Chiese ad opera dei nemici della fede cristiana, abbiate preferito soffrire i dolori dell’esilio piuttosto che insudiciarvi al contatto con la loro empietà" .