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| Pius PP. IX Ubi Urbaniano IntraText CT - Lettura del testo |
Inoltre, in questa ferocissima guerra condotta dal Governo Russo contro la Chiesa Cattolica, i suoi sacri diritti, i suoi ministri e i suoi interessi, siamo costretti a deplorare un altro atto temerario, prima d’ora inaudito negli annali della Chiesa: quel Governo non solo ha mandato in esilio in lontane regioni il Venerabile Fratello Sigismondo, insigne e lodato Arcivescovo di Varsavia, strappandolo al suo gregge, ma anche non ha esitato a privare quel Venerabile Fratello dell’autorità e della giurisdizione episcopale sulla Diocesi di Varsavia e a impedire che alcuno da quella Diocesi potesse comunicare con lui; e neppure si è fatto scrupolo di sostituirlo, come amministratore della Diocesi, con il diletto Figlio Paolo Rzewuski, suo vicario generale, già da Noi eletto Vescovo di Prusa nel paese degli infedeli, e designato come suffraganeo del Vescovo di Varsavia. Non ci sono parole, Venerabili Fratelli, per riprovare e detestare simile azione. E chi non si meraviglierà sapendo che il Governo Russo è giunto al punto di affermare il falso, e di privare i Vescovi (che lo Spirito Santo pose a reggere la Chiesa di Dio) della sacra autorità che fu loro concessa da Dio e che in nessun modo dipende dal potere laico, e di allontanarli dal governo e dalla amministrazione delle loro Diocesi? Mentre riproviamo e condanniamo questi fatti, affermiamo apertamente e chiaramente che nessuno può obbedire a tale disposizione, e che tutti i fedeli della Diocesi di Varsavia devono totale obbedienza al Venerabile Fratello Sigismondo, vero e legittimo Presule di Varsavia.