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Pius PP. IX
Ex quo infensissimi

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III.

Alla milizia Nostra poi si presentò un’altra occasione di mettere in luce il proprio valore. Un’accozzaglia di armati, raccolti ovunque nella vicina provincia Sabina, aveva occupato Monterotondo; ivi commise molte azioni indegne e, accesa di sfrenata cupidigia, meditava una nuova aggressione contro Roma; senonché contro il nemico furono inviate truppe Nostre e truppe ausiliarie Francesi, per assalirlo. Esse, ingaggiata battaglia presso Mentana, diedero prova di tanta forza, ardore e costanza nel combattere che domarono e sbaragliarono quella colluvie di predoni benché superiore di numero. Ne ferirono e uccisero molti; ne condussero nelle prigioni tanti altri, e misero in fuga i rimanenti con il loro audacissimo condottiero, riportando quindi una splendida vittoria. Le schiere vincitrici poi, rientrate in Roma, ebbero una trionfale accoglienza: la cittadinanza andò loro incontro, e con grida e con applausi festeggiò la bella impresa di quei valorosissimi uomini. Ma affinché il ricordo di questa vittoria che non senza l’aiuto di Dio è stata ottenuta, e ovunque è stata celebrata e lodata, possa perpetuarsi in tutte le età, abbiamo fatto coniare un fregio d’argento in forma di croce ottagonale, nelle cui estremità sia scritto Pius PP. IX. An. MDCCCLXVII. Al centro vi sia una medaglietta la quale nel dritto rechi gli emblemi della dignità pontificia con la scritta Fidei et Virtuti, e nel rovescio abbia la croce con la scritta Hinc Victoria. A tutti e singoli i soldati presenti del Nostro esercito concediamo di portare questo fregio d’argento nel lato sinistro del petto, sospeso ad un nastro di seta bianca distinto con cinque righe celesti; e per maggiore compenso dell’impresa concediamo agli stessi che sia loro sottratto un anno dal tempo stabilito per ottenere paghe più alte e per ottenere altri benefici secondo le regole militari. Inoltre facciamo dono dello stesso fregio d’argento, da portare alla sinistra del petto, a tutti e singoli i soldati dell’esercito Francese che presso Mentana combatterono al fianco delle Nostre truppe contro le torme ostili. Infine, affinché quei valorosi che offersero il sangue e la vita per difendere i Nostri diritti e per scacciare da Roma il furore degli empi, ricevano da Noi una solenne proclamazione di valore e di lode, con questa lettera pubblichiamo e dichiariamo che essi hanno acquisito grandi meriti presso di Noi, presso l’Apostolica Sede e il mondo Cattolico: proclamazione di cui nulla è più onorifico, più glorioso, più idoneo a rendere immortale il loro nome.

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 14 novembre 1867, anno ventiduesimo del Nostro Pontificato.




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