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Ioannes PP. XXIII
Mater et Magistra

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Sfiducia reciproca

188. Si può cosi comprendere come nell’animo dei singoli esseri umani e tra i popoli si diffonda sempre più la persuasione della urgente necessità dell’intesa e della collaborazione. Però nello stesso tempo sembra che gli uomini, specialmente quelli investiti di maggiori responsabilità, si rivelino impotenti a realizzare l’una e l’altra. La radice di siffatta impotenza non è da ricercarsi in ragioni scientifiche, tecniche, economiche, ma nell’assenza di reciproca fiducia. Gli uomini e conseguentemente gli Stati si temono a vicenda. Ognuno teme che l’altro nutra propositi di sopraffazione e mediti il momento ritenuto favorevole per mandare ad effetto tali propositi. Perciò organizza la propria difesa, e cioè si arma più che per aggredire, cosi si dichiara, per dissuadere l’ipotetico aggressore da ogni effettiva aggressione.

189. Ciò però ha come conseguenza che immense energie umane e mezzi giganteschi vengano usati a scopi non costruttivi: mentre si insinua e si alimenta nell’animo dei singoli esseri umani e tra i popoli un senso di disagio e di pesantezza che attenua lo spirito di iniziativa per opere di ampio respiro.




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