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INTRODUZIONE.
“La messe è molta, ma gli operai sono pochi”
dice il Signore (Mt 9,37-38).
Avendo ricevuto i doni della grazia,
siamo chiamati a lavorare mietendo
le spighe della salvezza del
nostro prossimo
per raccoglierle numerose
nei granai del Regno di Dio,
affinché diano il loro frutto:
chi il trenta, chi il sessanta, chi il cento.
Stiamo attenti a non essere condannati
assieme al figlio fannullone che aveva sotterrato la mina affidatagli;
cerchiamo invece di imitare i servi fedeli
che hanno restituito al loro Signore
l’uno quattro mine al posto di due,
e l’altro dieci mine al posto di cinque (Mt 25,14-30; Lc 19,12-27).
Quanto alla misericordia divina, non bisogna dubitarne:
hai visto tu stesso come le parole di Dio,
pronunciate da un profeta,
si sono realizzate per noi:
“Io non sono un Dio lontano...”(Ger 23,23)
SAN SERAFINO DI SAROV
Molto spesso la Chiesa
ortodossa* è ritenuta una Chiesa non missionaria o poco missionaria,
statica. Le conoscenze di questo aspetto fra i cattolici si limitano nella
maggior parte dei casi ad alcuni fatti avvenuti nell’Impero Russo negli ultimi
secoli. Si crea così la triste impressione che la Chiesa ortodossa non
possieda né strutture missionarie né una dottrina significativa a
riguardo. I motivi di questa ignoranza o, per meglio dire, trascuratezza,
potrebbero essere elencati a lungo.
Può essere prima di tutto lo sviluppo dell’attività e della
teologia missionaria in Occidente che ha attirato l’attenzione degli studiosi e
ha messo in ombra ciò che avveniva nei territori dell’Est. Ma non
possiamo dimenticare anche che ci sono voluti decenni e secoli per cambiare la
visione sulla Chiesa ortodossa nei cristiani dell’Occidente. Solo al contatto
ravvicinato con i fratelli orientali sarebbe possibile acquistare una
quell’apertura d’animo che renderebbe più facile e fruttuoso
l’accostarsi ai loro tesori spirituali. Ancora oggi dobbiamo raccogliere i
frutti della mentalità che ha regnato a lungo nella Chiesa cattolica
romana, e proprio questo può spiegare la sorprendente scarsità
degli studi occidentali sulla missione e missiologia ortodosse.
L’oggetto della nostra ricerca è, come risulta dal titolo, la
missione nel pensiero dell’Ortodossia russa del XX secolo. Questo tema si
colloca nella questione della missiologia in chiave ortodossa in genere; nel
lavoro cerchiamo soprattutto di chiarire il fatto dell’esistenza di questa
scienza nell’ambito ortodosso e le sue conseguenze per la vita della Chiesa,
analizzando lo sviluppo del pensiero missiologico nel periodo contemporaneo.
La maggior parte delle fonti che abbiamo utilizzato nel
nostro lavoro è di origine russa; alcuni saggi sono stati tradotti
recentemente in lingua inglese, francese e italiana -- soprattutto i libri
degli teologi della diaspora. Possiamo dividere tutte le fonti nei seguenti
gruppi: 1) le opere occidentali che trattano in modo generale delle questioni
riguardanti la Chiesa ortodossa in Russia o altrove; 2) i saggi dei teologi
russi appartenenti alle varie giurisdizioni ecclesiastiche; 3) gli articoli degli ultimi anni nei periodici
russi e sovietici sulla missione; 4) i documenti ufficiali della Chiesa
russa e le lettere pastorali o discorsi
della gerarchia; 5) i sussidi accademici che oggi vengono utilizzati per la
formazione dei presbiteri nelle scuole ecclesiastiche russe o vicine.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di studiare non tanto i
fatti (anche se da questi certamente non si può prescindere) quanto la
dottrina ortodossa sulla missione -- sulle sue fondamenta, sul suo soggetto,
metodo, aspetto giuridico ecc. Il campo di ricerca è abbastanza limitato
a causa dell’impossibilità di accesso a molte fonti importanti. Si
è cercato tuttavia di trattare tutte le questioni più rilevanti.
Una parte significativa di ogni capitolo è occupata dai cenni storici,
allo scopo di accompagnare la riflessione teologica con l’analisi dei suoi
presupposti.
Come indica il titolo, la ricerca
non si limita all’esposizione dell’insegnamento ufficiale di una sola giurisdizione
della Chiesa ortodossa russa, per esempio quella del Patriarcato di Mosca (che
è il più presente nelle organizzazioni ecumeniche). Tenendo
presente che il pensiero teologico, come anche le strutture gerarchiche, non
è caratterizzato da una unitarietà, abbiamo cercato di
raccogliere qui alcuni autori senza accentuare la loro appartenenza giuridica
o corrente di pensiero, bensì
seguendo attentamente solo il tema che ci interessa in modo diretto. Ogni punto
del lavoro contiene però le informazioni necessarie sull’autore o
l’ambiente in cui il pensiero è
stato sviluppato.
Il metodo usato in questo scritto è più delle volte
quello espositivo ed ermeneutico-interpretativo, in alcune parti anche storico.
Il lavoro è suddiviso in tre capitoli. Nel primo capitolo viene
analizzata la situazione missionaria della Chiesa ortodossa russa all’inizio
del XX secolo, sulla base di due preziosi documenti dell’epoca -- gli scritti
della Società missionaria e i protocolli del Congresso missionario di
Kasan’. L’analisi è preceduta dall’esposizione del quadro generale della
storia ecclesiastica russa in chiave missionaria, per dimostrare lo sviluppo
organico di questo aspetto fino all’epoca contemporanea. Nello stesso capitolo
viene collocato un accenno sul contributo della teologia sofianica (non
ufficiale), importante per capire l’approccio particolare alla realtà
interreligiosa, caratteristico di tutto l’Oriente cristiano, e importante per
lo sviluppo ulteriore della teologia russa sulla missione.
Il
secondo capitolo è una ricerca, con l’aiuto del metodo
storico-critico, sulla crisi missionaria
della Chiesa in Russia nel periodo sovietico e postsovietico. Nella
seconda parte di questo capitolo si fa presentazione del pensiero missiologico
di alcuni teologi russi della diaspora, l’attività dei quali è
inserita proprio in questo periodo.
Nel terzo capitolo esponiamo
in modo sistematico i dati della ricerca missiologica ortodossa nella Russia
postsovietica. Qui vengono considerati diversi aspetti della missione dal punto
di vista ortodosso: i fondamenti perenni della missione, i suoi fini e
destinatari, il rapporto tra l’evangelizzazione e la cultura, l’aspetto
liturgico della missione, le sue diverse
forme, alcuni suoi aspetti giuridici importanti nel contesto russo.
Un problema importante da affrontare
prima di procedere nello studio è il problema dell’approccio alla questione. La nostra scelta è stata quella di
studiare il tema non “dall’esterno”, ma piuttosto “dal di dentro” della
tradizione ortodossa russa. Tra i fini del lavoro non c’è l’intento di
criticare il pensiero dell’Ortodossia russa sulla missione o di confrontarlo
con la missiologia occidentale più conosciuta a noi, anche se evitarlo
del tutto non sarebbe stato possibile senza danneggiare la qualità scientifica
dello studio. A nostro avviso, una tale scelta è necessaria e non
è priva di difficoltà. A. Schmemann intuisce queste
difficoltà quando scrive: “La chiesa ortodossa si trovò, in campo
ecumenico, a dialogare con un cristianesimo provvisto di una tradizione
secolare di riflessione teologica e spirituale “autonome”, di una
mentalità e una forma mentis
radicalmente differenti da quelle dell’oriente cristiano. Le domande rivolte
all’ortodossia erano poste in termini occidentali, portando molto spesso il
segno dell’esperienza e dello sviluppo propri dell’Occidente. Le risposte
ortodosse vennero conseguentemente catalogate secondo modelli occidentali,
“ridotte” secondo categorie familiari all’Occidente ma a dir poco inadeguate
per l’ortodossia. Bisogna aver presente nella memoria questi elementi quando si
cerca di cogliere l’approccio ortodosso alla missione” a .
Spesso il carattere statico e non
missionario della Chiesa ortodossa si attribuisce all’essenza stessa
dell’ortodossia, cioè al suo carattere sacramentale, liturgico, mistico
e ascetico. È possibile che una chiesa centrata su tutto questo sia
autenticamente missionaria? Ecco la domanda che si pone sovente nell’ambiente
occidentale. Con il nostro lavoro cerchiamo di rispondere a questo interrogativo,
ricordando che l’attività missionaria concreta è sempre conseguenza di una comprensione teologica.
L’altro interrogativo che potrebbe nascere è: che cosa vogliamo
analizzare qui? Esiste proprio una missiologia ortodossa? Tenendo sempre
presente il carattere apofatico, sintetico della teologia orientale, che
costituirebbe la prima ragione della divisione più flessibile delle
materie teologiche rispetto all’Occidente, dobbiamo anche ricordare che la
teologia missionaria fa sempre parte della visione teologica globale, “è
sempre conseguenza dell’”essere” totale della chiesa, e non una mera
specializzazione riservata a chi ha ricevuto uno specifico mandato missionario”
b e
quindi dipende dalla comprensione della teologia generale. Proprio questa si
ritiene in occidente fonte di “antimissionarietà” dell’Ortodossia.
Vogliamo dimostrare qui che tutto è al contrario perché la
missione stessa si capisce diversamente.
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