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Olga Sakun
Missione nel pensiero dell’Ortodossia russa del XX secolo

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  • CAPITOLO TERZO.   LA MISSIONE NELLA TEOLOGIA E NELLE DIRETTIVE DEL PERIODO POSTSOVIETICO
    • 3.3. Il fine, gli obiettivi, il soggetto, i destinatari della missione.
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3.3. Il fine, gli obiettivi, il soggetto, i destinatari della missione.

 

a)         Il fine della missione, nella comprensione ortodossa, non è quello dell’estendersi geograficamente della Chiesa o di far conoscere Cristo a un numero di persone più grande possibile. Piuttosto si mira ad una trasformazione del mondo con lo scopo di portarlo all’unione con Dio e soprattutto a unire tutti gli uomini in una sola famiglia: “La Chiesa è chiamata ad  unire tutti i popoli e ricreare di loro un’unico popolo di Dio. Ma dipende dai popoli del mondo se essi accoglieranno questa vocazione divina, se udiranno la voce di Dio, il Suo appello, se accetteranno la salvezza151. La salvezza annunciata suppone la libera adesione, e, una volta aderiti alla fede, gli uomini si uniscono in comunità per attuare l’Eucaristia.

            K. Gordon presenta il procedimento per raggiungere questo scopo ultimo: dalla predicazione alla conversione (aspetto individuale) al Battesimo e alla Chiesa (aspetto ecclesiale), cioè lo scopo della predicazione missionaria sarebbe la spinta di passare dalla vita per se stesso alla vita in Cristo152.

           

b)         Gli obiettivi della missione sono applicati concretamente alla situazione odierna nella società russa. Come abbiamo detto sopra, il problema scottante per la Chiesa russa è lo smarrimento spirituale della gente che subito viene utilizzato dagli esponenti di diverse idee religiose, comprese quelle delle numerose sètte totalitarie sia straniere che native. Allora, la missione cristiana di oggi ha lo scopo di liberare l’uomo da tutto il falso, lo pseudoreligioso, tutto ciò che rende l’uomo russo di nuovo schiavo. Ciò che la Chiesa deve compiere prossimamente nel campo della missione è soprattutto rispondere a questi fenomeni: “Alcune sètte totalitarie semplicemente soffocano la persona umana ... È necessario contrapporre la nostra missione ortodossa all’attività di simili missionari. Addirittura ci si chiede se l’idea stessa della missione non sia stata compromessa, perché la parolamissionari” viene ormai associata con i predicatori stranieri che hanno riempito la Russia. Ma nelle tradizioni della Chiesa Russa c’è sempre stato il servizio missionario. A questo oggi stiamo facendo ritorno. Nella rinascita della missione restituiamo alla Chiesa Russa quel ruolo che le è sempre stato proprio” 153. Nel programma missionario si fa attenzione a tre obiettivi: la costruzione delle chiese, la riabilitazione sociale e antisettaria e l’apostolato in Siberia. Il primo obiettivo, oltre ad essere una necessità materiale, è indubbiamente conseguenza di una comprensione particolare della missione, in cui si sottolinea l’aspetto della comunità e della Liturgia molto più rispetto a quello del ministero della Parola. Inoltre, la parrocchia si considera il primo centro della missione. Infatti, è alle chiese che affluisce la gente per sentire l’annuncio; questa forma della missione rimane prevalente.

            Questo aspetto è stato messo in rilievo durante la Conferenza teologica internazionale “La missione della Chiesa e la missionarietà dell’ortodossia contemporaneasvolta a Mosca in data 9-11 ottobre 1996 (la Conferenza è stata organizzata dall’Istituto Superiore ortodosso-cristiano di San Filaret in occasione del sesto centenario della morte di Stefan di Perm’). Il Rettore dell’Istituto Georgij Kocetkov nella sua relazione ha sottolineato i limiti del concetto di “parrocchia”, nel quale domina l’aspettoregionale” invece dell’aspetto eucaristico che è essenziale. Collegando questo fatto con l’eredità dell’epoca costantiniana, il relatore ha descritto la concezione della “comunità ortodossa” che si autodefinisce come una comunità missionaria. Catechesi, istruzione e diaconia sono le tre colonne sulle quali si basa la missione parrocchiale, realizzando la propria essenza eucaristica154. La missione crea comunità che a sua volta diventano missionarie; quindi, lo scopo della missione è il coinvolgimento nella missione.

            Uno degli obiettivi importanti della missione è la partecipazione alla problematica sociale e culturale, attraverso la quale si deve affermare sempre più la verità dell’Ortodossia nella realtà che si trova in un mutamento continuo. Il Patriarca Alessio considera come “missionariamente attuali” le questioni riguardanti il ruolo del cristianesimo nella politica statale155.

 

c)         Il soggetto della missione è la Chiesa in ognuno dei suoi membri. La visione di questa Chiesa deve essere onnicomprensiva, universalista. La missione non è un’opera che viene compiuta da una strutturaspecializzataesistente dentro la Chiesa, il suo successo non dipende dall’organizzazione eccellente o meno di questa struttura. La missione tocca alla piena responsabilità di ogni cristiano, altrimenti essa “rimane qualcosa nel campo dei piacevoli sogni che non hanno nulla in comune con la realtà156. Questa visione è armonicamente posta accanto alla necessità di una organizzazione visibile e specifica dell’attività missionaria, come vediamo dai fatti concreti: l’istituzione della Fondazione missionaria, la scuola ecclesiastica di indirizzo missionario ecc.

            Ogni comunità locale deve essere centro missionario, attraverso la crescita nella vita cristiana e la testimonianza di questa vita a coloro che sono fuori della Chiesa.

 

d)         I destinatari della missione ortodossa sono tutti coloro che non sono battezzati oppure che sono “battezzati, ma non ancora istruiti157. Però, oggi si fa attenzione alle diverse categorie delle persone e delle realtà tra le quali si deve svolgere l’attività di evangelizzazione  in primo luogo: “La missione della Chiesa Ortodossa Russa oggi deve essere quanto mai multiforme e accompagnata dall’accostamento particolare ad ogni categoria di uomini ai quali rivolgiamo la nostra parola. Così, la missione della Chiesa nelle grandi città e centri industriali rappresenta, fra l’altro, un modo specifico del servizio e della testimonianza nel movimento operaio e professionale, come pure tra le povere vittime dell’urbanizzazione e della civiltà tecnica moderna. Il campo speciale dell’azione missionaria è il lavoro della Chiesa con la gioventù, compresa l’organizzazione delle celebrazioni e delle conversazioni religiose per i bambini e adolescenti. Un metodo specifico esige l’azione missionaria della Chiesa nella sfera della cultura, nelle condizioni del dominio di correnti secolariste e agnosticiste della società postsovietica e del radicamento delle mentalità estranee e avverse all’Ortodossia, arrivate dall’estero158. Come vediamo, i destinatari non vengono più classificati secondo il criterio territoriale ma secondo quello sociale. Anche le ampie realtà come quella della cultura sono considerate ambienti da evangelizzare, e questo è una grande novità nella riflessione della Chiesa russa sulla missione.

            Le fonti trattano più spesso di un destinatario collettivo: “La teoria ortodossa della missione non esclude l’evangelizzazione dell’individuo. È vero, la fede è un dono della libertà. La fede rivela il significato della personalità -- “l’immagine di Dio” -- a ciascun singolo. Ma la vita nuova del credente è una vita in comunione con gli altri. La Chiesa non è un’associazione volontaria dei singoli convertiti al cristianesimo, ma è una comunione di persone libere che vivono la loro fede comune. Il cristiano è liberato dalla schiavitù del suo egoismo attraverso l’entrata in comunione con Dio. La fede conduce ad una nuova visione: la comunione dei membri della Chiesa159. Questa spiegazione teologica fa luce su tutta la storia delle missioni ortodosse russe, i destinatari delle quali venivano sempre considerati in relazione alla nazionalità e all’appartenenza statale; questo fatto, senza escludere altre motivazioni a cui abbiamo già accennato sopra, poteva avere come fondamento anche la comprensione collettiva-comunitaria del destinatario dell’evangelizzazione

 

            Il problema del destinatario della missione è strettamento legato con quello del rapporto tra l’evangelizzazione e la cultura, e delle vie che la missione deve percorrere incontrandosi con le realtà di oggi.

 




151 A. MEN’, Tainstvo, slovo i obraz (Sacramento, parolafigura), Foyer Oriental Chrétien, Bruxelles 1980, p. 161.



152 Cf. IOANN, Vescovo..., Art. cit., p. 71.



153 S. PRUZINSKY - M. NADZAM, Teologické východiská pravoslávnej cirkevnej misie, II, Pravoslávna bohoslovecká faculta v Presove, Presov 1995, p. 39.



154 Cf. K. GORDON, La missione nella Chiesa ortodossa oggi, in VESTNIK RUSSKOGO CHRISTIANSKOGO DVIZENIA 168 (1994) 35.



155 Pravoslavnyj missionjerskij fond Russkoj Pravoslavnoj Cerkvi, in ZMP 1 (1996) 20.



156 Cf. I. NIKOLAJEV, Il cristiano non può non essere missionario, in COV 2 (1996) 3, col. 1-5.



157 Cf. ALEKSIJ II, O missii Russkoj Pravoslavnoj Cerkvi v sovremennom mirje (Sulla missione della Chiesa Ortodossa Russa nel mondo contemporaneo), in INFORMATION BULLETIN. Department for external Church relations Moscow Patriarchate 9 (1996) 6.



158 K. GORDON, Art. cit., p. 36.



159 Cf. la formula del Messaggio dei Primati delle Sante Chiese Ortodosse: “l’attività missionaria, svolta nei paesi non cristiani e tra i popoli non cristiani, è l’obbligo sacro della Chiesa” (Botschaft der Oberhäupter der Heiligen Orthodoxen Kirchen, in UNA SANCTA 47 (1992) 261).






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