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3.6. La testimonianza cristiana come forma principale
dell’evangelizzazione. La predicazione.
Abbiamo
già visto quale importanza la teologia missionaria ortodossa conferisce
all’aspetto esperienziale della fede della Chiesa e dell’apostolo.
L’evangelizzatore è colui che rinnova ogni situazione della vita con il
sale del Vangelo. Non si dà tanta importanza alle parole da proclamare:
il missionario deve rappresentare prima di tutto la realtà escatologica
nella propria vita. I cristiani sono “una presenza dell’eternità, del
mondo futuro, del risultato finale della storia, già qui, nel tempo. E
proprio in questa qualità dobbiamo essere presenti in tutte le
prospettive della vita” 181. L’annuncio missionario è
l’esperienza del Popolo di Dio, l’esperienza viva della comunità della
Risurrezione, della Persona di Cristo Risorto. E Popolo di Dio si diventa,
quando si è capaci di portare la Parola di Dio indipendentemente dalla
sua esistenza fisica messa per scritto. Altrimenti non si è Popolo di Dio ma popolo che ripete le parole altrui
riportando le citazioni bibliche182. La capacità di annunciare
il Vangelo con la propria vita segnata dal Risorto diventa autentico spirito
missionario.
La
testimonianza missionaria ha il fondamento nella testimonianza di Cristo
stesso, testimone della verità che è Egli stesso e che Egli
annuncia. La Sua testimonianza viene confermata dalla vita, dall’insegnamento e
dalla Morte in Croce. Questi sono i tre elementi essenziali della presenza
missionaria. L’aspetto della Croce appare essenziale per la Chiesa ortodossa di
questo secolo perché il martirio delle Chiese perseguitate era l’unica
testimonianza missionaria possibile: “La crocifissione di Bisanzio, dei paesi
ortodossi balcanici, della Santa Rus’ -- tutto questo ha avuto un significato
salvifico non soltanto per questi paesi ma per tutto il mondo, perché
dalla loro sofferenza hanno attinto la saggezza molti popoli del mondo: la loro
spiritualità e la loro sapienza! Il sangue dei milioni di nuovi martiri
purifica la Terra e frena lo slancio dell’Anticristo che tenta la vittoria, ma
invano. (...). L’ortodossia oggi, simile al Cristo una volta crocifisso e
umiliato su Golgota, mostra al mondo moderno in che cosa consiste la vera
salvezza e pienezza. Con le sue piaghe, come una volta con quelle di Cristo, guariscono
le ferite del mondo” 183.
Dall’aspetto
esperienziale della testimonianza si parte anche nella riflessione sulla
predicazione missionaria. Secondo il Metropolita Antonio, l’annunciatore non
deve fare attenzione all’uditore ma alla Parola che viene assimilata nel cuore: “...Bisogna trafiggere con la Parola
di Dio il proprio cuore, come con il pugnale, come con il coltello. E quando
scorrerà il sangue del vostro cuore, siate certi, anche il cuore di
qualcuno viene colpito” 184.
Ma
la predicazione avviene anche nel contesto e deve reagire adeguatamente ai
bisogni spirituali degli uomini moderni, ai problemi della loro vita, e questo
atteggiamento ha un fondamento chiaro: “Questa attualità e
capacità degli uditori è stata rispettata nella misura piena dal
Salvatore del mondo Gesù Cristo, dopo di Lui dai Suoi Santi Apostoli,
dai noti Padri della Chiesa e da tutti i fedeli annunciatori della Parola di
Dio” 185. Il predicatore deve tenere presente non soltanto i problemi
spirituali dei singoli ma i loro bisogni e preoccupazioni sociali. Troviamo
abbondantemente la testimonianza di questa premura apostolica nella letteratura
patristica186.
L’annuncio del Vangelo deve essere
caratterizzato da un alto livello del contenuto e del linguaggio. Questo
“livello alto” non viene compreso però nei termini umani, ma è
offerto dal Vangelo stesso: nella sua veracità, fedeltà,
comprensibilità e semplicità. Il linguaggio con il quale ci si
rivolge al destinatario contemporaneo deve essere moderno, vivo e letterario, e
il modo di predicare -- apostolico e patristico, attualizzando “la
testimonianza del testo biblico nella prospettiva pastorale e universale”
187. La predicazione deve rappresentare il dialogo vivo tra
l’annunciatore e il destinatario, dando così la possibilità alla
Parola di Dio di manifestarsi nel linguaggio umano, con la sua forza e la sua
azione santificante.
Non
possiamo prescindere, in questo lavoro, da alcuni problemi giuridico-canonici
che segnano l’attività missionaria in Russia oggi. Presentiamo qui gli
aspetti più attuali che vengono trattati non solo all’interno della
Chiesa ortodossa russa ma anche nei dialoghi tra le diverse Chiese ortodosse
come pure in quelli interconfessionali.
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