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| Olga Sakun Missione nel pensiero dell’Ortodossia russa del XX secolo IntraText CT - Lettura del testo |
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3.8. Il contatto con la missiologia cattolica.
Dopo la caduta del regime sovietico in Russia i sacerdoti spesso si sono trovati con una scarsa preparazione teologica, per i motivi elencati nel capitolo precedente. Occorreva ritornare alle proprie radici, imparare la propria spiritualità, riscoprire le proprie espressioni di vita ecclesiale e comprenderne la differenza rispetto alle altre. Perciò negli scritti postsovietici appare spesso anche un tono apologetico, eccessivamente confessionalista e particolarista. Ma nello stesso tempo si sente la “freschezza” dei concetti riacquistati, la novità e l’attualità pastorale dei concetti più tradizionali. Per eseguire questo processo, i teologi , spesso inavvertitamente, ricorrono spesso alle categorie occidentali, alla metodologia adoperata nell’Occidente: ce lo dimostra, per esempio, la presenza negli ultimi anni di articoli e di manuali (come quello di Nadzam-Pruzinsky) che trattano il problema missionario sistematicamente, dividendo la materia quasi completamente secondo il metodo della missiologia cattolica. Ciò è conseguenza di un contatto abbondante con la letteratura cattolica. È fuori dubbio la diffusa conoscenza dei Documenti del Concilio Vaticano II e di opere teologiche di importanza rilevante. Questo fatto ha reso sempre più possibile un dialogo intenso con le altre confessioni cristiane circa l’attività missionaria e soprattutto la testimonianza comune nelle condizioni di una società secolarizzata. Nel Documento finale della Conferenza di Minsk si pone un accento particolare sulla necessità dei contatti missionari, a livello dottrinale e pratico. Si menzionano fra gli altri i problemi del dialogo con i credenti di altre religioni, soprattutto quella islamica193. La difficoltà di trovare a volte un linguaggio comune o di affrontare certi aspetti della missione “scontati” per la missiologia cattolica, si spiegano in molti casi con il fatto che il modo sistematico di esporre e spiegare la dottrina (in questo caso missionaria), per l’ortodossia rimane sempre in secondo piano, e proprio questo rende complicato il dialogo tra l’Occidente razionale e l’Oriente contemplativo194.
Oggi la missiologia cattolica viene sempre più conosciuta dagli ortodossi. Possiamo incontrare analisi critiche di vari punti di essa. Il problema di fondo sembra lo scontro tra la comprensione dell’universalità in Occidente e della sobornost’ orientale. Le esigenze dell’universalità della Chiesa poste nei documenti della Chiesa romana sono ritenute dai teologi ortodossi a scapito dell’autonomia locale che promuove la multiformità dei modi di vita ecclesiale e delle culture195 e in contrasto con la ecclesiologia di comunione.
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193 Botschaft der Oberhäupter der Heiligen Orthodoxen Kirchen, p. 261. 194 J. BRIA, Art. cit., p. 100. 195 Cf. Le chiese dell’ex URSS verso Graz. Documento finale della Conferenza di Minsk sul tema “Chiamati a una sola speranza nel vincolo della pace” (1-3.10.1996), in IL REGNO 21 (1996) 702-703, n. 3. |
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