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Pius PP. IX
Costretti nelle

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VI.

E chi potrebbe farsi oggi illusione alcuna sulla indole di questo piano tendente ad abbattere la Nostra autorità di Capo supremo della Chiesa, ad avvilirne la dignità, ad inceppare l’esercizio del nostro augusto ministero, a sconvolgere infine l’ordinamento secolare di questa Apostolica Sede? Ella, Signor Cardinale, è testimone ogni giorno delle usurpazioni che ora sotto un pretesto, ora sotto un altro, si vanno compiendo a danno della Religione, della moralità e della giustizia: usurpazioni che miran tutte all’esecuzione di quel piano distruttore. A che altro infatti, se non a questo, tende la sottrazione che grado a grado si va facendo dalla Nostra autorità di tutte le istituzioni di carità e di beneficenza, di convitti d’educazione e di licei di pubblica istruzione, che formarono mai sempre la cura prediletta e la più sollecita dei Pontefici Nostri antecessori? A che altro, se non a questo, tende quella maleaugurata legge che, condannando forzatamente al servizio militare i giovani dedicati a Dio, tronca, qual falce inesorabile, le più ridenti speranze della Chiesa, e priva il Santuario ed il chiostro di un’eletta schiera di ministri novelli e laboriosi? A che, se non a questo, tende quella sfrenata libertà d’insegnare impunemente errori di ogni sorta, sia per mezzo della stampa, sia per via d’una pubblica e scandalosa predicazione sostenuta con tanta impudenza da uomini apostati e ribelli all’autorità della Chiesa? A che quel rilassamento nei costumi, quella insolente licenza nei pubblici spettacoli, quei continui insulti alle Sacre Immagini ed ai Ministri del Signore, quelle frequenti profanazioni del culto religioso, quelle ributtanti derisioni d’ogni cosa più sacra ed inviolabile, quell’oppressione sistematica d’ogni persona onesta ed affezionata alla Chiesa ed al Papa? Ella sa, Signor Cardinale, come il Nostro cuore sia straziato alla vista quotidiana di tutte queste sventure della Chiesa. Resi impotenti ad apportarvi il benché più leggero rimedio, Noi non possiamo che piangere sui mali del Nostro gregge: non senza però alzare pubblicamente la voce per reclamare e protestare contro gli attentati di cui la Chiesa è vittima, e per render palese al mondo la miserabile condizione cui, per la malvagità dei tempi, Ci ritroviamo ridotti.




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