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| Pius PP. IX Etsi multa IntraText CT - Lettura del testo |
Voi certamente non ignorate, Venerabili Fratelli, come alcuni Cantoni della Confederazione Elvetica, sospinti non tanto dagli eterodossi (alcuni dei quali anzi hanno biasimato il fatto) quanto dagli operosi seguaci delle sette, (padroni oggi qua e là del potere), abbiano sovvertito ogni ordine e divelto gli stessi fondamenti della costituzione della Chiesa di Cristo, non solo contro ogni regola di giustizia e di ragione, ma anche contro i pubblici impegni. Infatti, in virtù di solenni trattati, difesi anche dal suffragio e dall’autorità delle leggi federali, doveva rimanere intera ed illesa la libertà religiosa per i cattolici. Nella Nostra Allocuzione del 23 dicembre dello scorso anno Noi abbiamo deplorato la violenza fatta alla religione dai Governi di quei Cantoni "sia con l’emanare decreti intorno ai dogmi della fede cattolica, sia favorendo gli apostati, sia impedendo l’esercizio dell’autorità episcopale". Ma le Nostre giustissime lamentele, rivolte anche per Nostro comando al Consiglio Federale dal Nostro Incaricato d’affari, furono del tutto trascurate; né in maggior conto furono tenute le rimostranze, ripetutamente espresse dai cattolici di ogni ordine e dall’Episcopato svizzero; anzi, alle offese inflitte prima se ne aggiunsero delle nuove e più gravi.