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| Pius PP. IX Vix dum a nobis IntraText CT - Lettura del testo |
Non intendiamo riandare passo per passo le singole leggi; ma non possiamo affatto passare sotto silenzio il torto gravissimo che dalla proposta stessa di queste leggi vien fatto a Noi e a questa Sede Apostolica, non meno che a voi, Diletti Figli Nostri e Venerabili Fratelli, e a tutto il popolo Cattolico di codesta Nazione. Infatti la Convenzione stipulata tra Noi e il serenissimo Imperatore nel 1855 , garantita con solenne impegno da parte dello stesso Principe cattolico e promulgata a guisa di legge di Stato in tutto l’Impero, viene ora proposta alle Assemblee dell’Impero per essere dichiarata abrogata e nulla quasi in ogni sua parte; e ciò senza nessuna previa trattativa con questa Sede Apostolica, anzi in pieno dispregio delle Nostre giustissime rimostranze. In verità, nei tempi in cui la lealtà pubblica aveva ancora credito, un gesto simile non lo si sarebbe potuto rischiare; ora invece, in questa così triste situazione di cose, non solo si tenta, ma lo si fa. Contro questa violazione di un patto solennemente stipulato, protestiamo nuovamente davanti a voi, Nostri Diletti Figli e Venerabili Fratelli, ma con dolore molto più profondo denunciamo e riproviamo questo torto fatto a tutta la Chiesa in quanto la causa e il pretesto di questa abrogazione del Concordato e delle leggi connesse vengono attribuiti temerariamente alle definizioni della dottrina rivelata dettate dal Concilio Ecumenico Vaticano, e questi stessi dogmi cattolici sono empiamente chiamati innovazioni e stravolgimenti della dottrina della fede e della Costituzione della Chiesa cattolica . Se è vero che nella nazione Austriaca ci sono taluni che sotto la spinta di queste infami menzogne rinnegano la fede cattolica, è anche vero che l’augustissimo Imperatore insieme con i suoi gloriosi Avi e con tutta la famiglia imperiale la conserva e la professa, unitamente alla maggior parte di quel popolo a cui si danno leggi fondate su tali menzogne.