I.
1. Il celeste Agricoltore –
affidando alla Nostra umiltà l’eletta vigna di Cristo (acquisita con il Suo
sangue), nella quale Cristo è l’unica, vera vita e i cui tralci sono tanti
quanti sono i fedeli vivificati dalla Sua grazia – Ci ha imposto risolutamente
di mondare tutti i tralci fruttiferi e fecondi affinché rechino maggior frutto,
e di potare, recidere e sradicare con giusto e meditato rigore quelli che non
danno frutto. Pertanto, nell’obbedire agli obblighi del Nostro servizio, e nel
rivolgere gli occhi della Nostra mente a tutta intera la vigna del Signore, per
quanto largamente si estende, in modo che nessuna distanza possa sottrarre alla
Nostra sollecitudine tutte le nazioni che esistono nell’orbe terracqueo,
abbiamo saputo, non senza estrema amarezza dell’animo Nostro, che il regime
ecclesiastico ormai soggiace ad assai gravi sconvolgimenti (con grande
nocumento per le anime) in codesti territori dell’America Occidentale che
chiamano Stato di San Salvador e che costituiscono parte della Diocesi
Guatemalteca.
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