VI.
1. Poiché siamo costretti a
sfoderare la spada della severità ecclesiastica, ricordiamo anche che Noi (sia
pure con meriti del tutto inadeguati) facciamo le veci in terra di Colui che
non distrugge la freccia agitata dal profeta vaticinante, e che ha dichiarato
di volere la misericordia, e non il sacrificio, perché non venne a chiamare i
giusti ma i peccatori; pertanto, imitando la sua misericordia, decidemmo di
offrire al parroco Mattia Delgado e agli altri di cui si è fatta menzione una
nuova testimonianza della Nostra pazienza: perciò sospendiamo l’effetto di questa
Nostra sentenza per altri trenta giorni a partire dal giorno in cui essa sarà
loro recata o di essa avranno notizia. Conseguentemente a nessuno sia
consentito, entro il tempo prescritto, recare alcuna molestia a coloro cui
questa lettera è rivolta; tuttavia comandiamo che i destinatari, non appena
trascorso quel periodo di tempo, se non si ricrederanno e non daranno piena
soddisfazione, essi e ciascuno di essi subiscano l’intero effetto della
scomunica. Da quanto è detto, chiunque comprenderà che Noi Ci comportiamo in
modo che, pur utilizzando severamente le pene che riserviamo ai figli reprobi
ed ostinati, non ad altro miriamo che a conseguire la loro resipiscenza e il
loro emendamento, così che possiamo compiacerci che si siano indotti a
penitenza; perciò nell’umiltà del Nostro cuore, levando al cielo le Nostre
mani, preghiamo con insistenza Dio perché conceda ad essi consapevolezza, e li
ammaestri sulla via che percorrono.
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