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| Pius PP. VII Diu satis IntraText CT - Lettura del testo |
Abbiamo tutte le ragioni di affermare quanto segue col Nostro Precursore Sant’Agostino: "Non certamente da ostinata ricerca di vantaggi secolari, ma dalla considerazione del giudizio divino siamo spinti a ridomandare quelle cose che abbiamo l’ordine di amministrare con fedeltà e prudenza". È chiaro che i re cristiani non lasciano vane le Nostre preghiere, esortazioni, ammonimenti o atti d’autorità, e così pure i capi di Stato, che affermano giustamente di essere stati chiamati da Isaia "balii" della Chiesa, e tali si vantano di essere; e la loro pia devozione, la loro giustizia e sapienza e fede, Ci danno tanta speranza e destano in Noi una così fiduciosa aspettativa, che riteniamo cosa sicura che essi faranno in modo che siano restituite immediatamente "a Dio le cose di Dio", e che non correranno il rischio di sentir risonare alle loro orecchie queste parole di lamento di Dio: "Avete preso il mio argento e il mio oro, e le cose mie più belle e desiderabili".