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| Gregorius PP. XVI Quel Dio IntraText CT - Lettura del testo |
Ma se con la sincerità di riconoscenza più viva ravvisiamo nell’imperiale reale esercito Austriaco quelle elette schiere di prodi, alle quali Dio volle riservato il trionfo sopra la perversità dei rivoltosi, e con esso l’onore di restituire i suoi Stati alla Santa Sede, coronando con sì felice successo gl’impulsi incessanti di quella religione purissima che forma il più bell’elogio dell’augusto e potente loro signore Francesco I (al quale indelebile gratitudine Ci legherà perpetuamente), siano pure gloria e lode a quegli onorati cittadini che, riunitisi premurosi in milizia civica, vegliarono indefessi sotto le armi, e fra i travagli di servizio più stretto, alla salvezza della Nostra persona ed alla quiete di questa città. Noi osservammo con tenerezza gareggiare in questo, generosamente e indistintamente col popolo, persone tratte dalla nobiltà più illustre, e da quanto vi è in tutti gli ordini di scelto e di attivo. Il nostro spirito ne fu commosso sommamente; e caro quindi Ci è il dichiarare che a prove sì belle di tanta devozione corrisponderà sempre la pienezza del Nostro affetto, che non sarà pago se non con la sicurezza della compiuta felicità di figli così fedeli: è per Noi un vero conforto dedicare ad essa le cure più industriose.