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| Gregorius PP. XVI Quo graviora IntraText CT - Lettura del testo |
Quindi, non avendo speranza di ottenere questo in futuro dalla stessa Sede Apostolica, considerando il potere delle vostre fraternità, asseriscono che la Chiesa è come una patria – come essi la chiamano – che deve essere governata con proprie leggi, e arrivano anche al punto di attribuire ai singoli pastori delle Chiese particolari la libera facoltà di rimuovere e abrogare le leggi della Chiesa universale, se ciò è richiesto dalla utilità delle loro diocesi. Che altro? Comprendendo che nemmeno presso di voi possono ottenere qualcosa, tentano di emancipare gli stessi sacerdoti dalla dovuta sottomissione ai vescovi, non avendo paura di concedere loro il diritto di amministrare le diocesi.