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Gregorius PP. XVI
Quo graviora

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XVI.

Quanto in verità è da lamentarsi questa cieca temerarietà degli uomini, che vogliono riformare dalle radici la santissima istituzione della Penitenza, criticano ingiuriosamente la Chiesa, e l’accusano di errore, quasi che, comandando la confessione annua, concedendo a certe condizioni le indulgenze per muovere alla confessione, permettendo la Messa privata e le celebrazioni quotidiane, abbia indebolito quell’istituto tanto salutare e gli abbia sottratto virtù ed efficacia. Quindi la Chiesa, che è la colonna e il sostegno della verità, e che si trova nel tempo ad essere ammaestrata dallo Spirito su ogni e qualsiasi verità, potrà comandare, concedere e permettere che essi degradino tutto a rovina delle anime, e a vergogna e pregiudizio del Sacramento istituito da Cristo? "Non sarà piuttosto affetto da stranissima pazzia, come diceva Sant’Agostino, chi frequenta per tutto il mondo la Chiesa universale, senza fare altro che mettere tutto in discussione?". Incarichiamo codesti Novatori, che manifestano tanto zelo nel promuovere la vera pietà del popolo, e stiamo a vedere se, diminuita o piuttosto tolta del tutto la frequenza ai Sacramenti, la Religione non languisca a poco a poco e alla fine non rovini totalmente.




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