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Gregorius PP. XVI
Avendoci Ella

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I.

Al Reverendissimo signor Cardinale Tommaso Bernetti, Nostro Segretario di Stato.

Avendoci Ella rappresentato essere divenuta tale la mole degli affari che fanno centro nella Nostra Segreteria di Stato, da non potersi convenientemente sostenere da un solo ministro, ed essendo inoltre sommamente conducente al più spedito e più maturo disimpegno della cosa pubblica se la gestione degli affari di Stato interni venisse separata da quella degli affari per l’estero, senza però portare alterazione alcuna al sistema ed alle forme proprie del Governo Pontificio, Noi abbiamo preso nella più seria considerazione la proposta da lei fattaci. E sebbene Noi siamo pienamente soddisfatti dello zelo, dell’intelligenza, della fedeltà e dell’attività con le quali Ella dirige e disimpegna tutti gli affari che le abbiamo affidati, del che ci compiacciamo di rendere solenne testimonianza, purtuttavia non possiamo disconvenire che il peso non sia gravoso. Non sapremmo però, malgrado ciò, determinarci ad esonerarla da una parte di essi, se dalle frequenti e gravi malattie alle quali Ella è andato soggetto, non fossimo persuasi che la di lei salute, a Noi carissima, ne viene sensibilmente alterata. Nel vivissimo desiderio pertanto che abbiamo di conservare lungamente la di lei persona per utile servigio della Chiesa e dello Stato, nella persuasione che con la divisione delle aziende da lei propostaci possa con minore incomodo ben provvedersi al regolare andamento dei pubblici affari, ci siamo determinati a compiacerla.




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