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Gregorius PP. XVI
Cum pro pastorali

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III.

Ora, fra tanta e così atroce devastazione del cattolicesimo, non troviamo parole che esprimano compiutamente il Nostro stato d’animo e tutta l’angoscia che Ci opprime. Per un verso, infatti, è penoso per Noi agire con severità e decidere alcunché di grave a carico di qualcuno; d’altra parte, considerando lo stato della Religione già alterato (malgrado la resistenza dei buoni pastori) in quello stesso Regno dove un tempo fiorivano in modo esemplare la pietà, la santità della disciplina, la devota fedeltà verso la cattedra del Beato Pietro, e l’obbedienza verso i suoi successori, abbiamo compreso che la situazione è giunta al punto che non può più bastare la sola deplorazione dei mali recati alla Chiesa, se non dedichiamo ogni cura e attività ad estirparli. Dio Ci guardi dal far prevalere in Noi la passione o qualche ragione umana più del dovere; Ci guardi dall’essere incolpati del crimine di tradimento della libertà della Chiesa e di turpe abbandono della causa di Dio e della Religione; Ci guardi dal timore che un gravissimo conflitto o un imminente pericolo Ci possa distogliere da quelle decisioni che giudichiamo più conformi alla dignità di questa Santa Sede e alla difesa della Chiesa. Anzi, dichiariamo apertamente di ritenerci beati con gli Apostoli, se sarà necessario soffrire per la giustizia. Forti di questa virtù che, come confidiamo, Ci viene dall’alto, alziamo nuovamente la voce pastorale e Ci ostiniamo nell’adempiere il Nostro ufficio in apostolica libertà. Pertanto, ancora e nuovamente riproviamo, condanniamo, dichiariamo vani e nulli tutti i decreti emanati dal predetto governo a detrimento della Religione, dei diritti e dell’autorità della Chiesa e della Sede Apostolica: inoltre esortiamo severamente tutti coloro nel cui nome e per opera o per ordine dei quali quelle leggi furono emanate, a valutare più e più volte le pene e le censure previste dalle Costituzioni apostoliche e dai canoni dei Sacri Concilii contro i predatori e i profanatori delle cose sacre, contro i violatori del potere e della libertà ecclesiastica e contro gli usurpatori dei diritti della Chiesa e della Santa Sede.




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