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| Gregorius PP. XVI L’evidente diminuzione IntraText CT - Lettura del testo |
Pertanto, giusta i termini dell’enunciata relazione dell’ispettore Cavalieri, vi accordiamo ogni necessaria ed opportuna facoltà, quanto alle dispense isolate di far rimuovere le fistole dalle sponde della forma, e dalle canne dei condotti cui sono ora immediatamente applicate; formare per ogni dispensa una botticella singolare che possa essere mantenuta giustamente piena di acqua, mediante un tubo di derivazione attaccato alla sponda della forma, ovvero alla conduttura maestra, e munito di chiave regolatrice; applicare a questa botticella una fistola del tutto regolare, sia nella lunghezza, sia nel calibro, costituita con le condizioni legali dell’efflusso libero nell’aria e del battente non mai maggiore di un palmo ed un quarto, da moderarsi all’occorrenza a proporzione della portata generale dell’acquedotto mediante la chiave regolatrice annessa al tubo di derivazione. Quelle dispense poi che sono contigue le une alle altre per agevolare anche in appresso il regolamento dell’acqua, farete che vengano, per quanto si conoscerà possibile e conveniente, riunite in una sola botticella, come ancora per le varie e copiose derivazioni e dispense inerenti alla estremità dell’acquedotto presso il primario ricettacolo alle Terme, potrete far costruire un apposito castello in qualche parte opportuna dello stesso ricettacolo per sistemarvi queste stesse particolari dispense, sotto la condizione della regolare e proporzionale distribuzione. Infine, per mettere la distribuzione in uno stato di regolare uniformità, farete introdurre anche nei castelli, così detti di Santa Maria Maggiore, di Santa Susanna, di San Carlino e del Quirinale il sistema esclusivo delle luci circolari, ed eliminare le rettangolari, adottando ciascun castello l’espediente delle chiavi regolatrici, ovvero qualche altro artifizio equivalente a potervi mantenere l’acqua ad un proporzionato battente, ed in genere tutto ciò che più crederete confacente alla proposta riforma, autorizzandovi a porre in pratica questo non solo, ma quanto altro più diffusamente si espone nell’enunciata relazione dell’ispettore Cavalieri, a seconda della quale, avendola presente, e come di parola in parola riportata, insieme con il rapporto da voi fattoci, e ai voti dei tre corpi accademici e quanto altro mai abbisognasse di speciale considerazione e di specifica menzione, con la pienezza della Nostra potestà vi autorizziamo a fare eseguire la detta riforma.