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| Gregorius PP. XVI Melchitarum Catholicorum IntraText CT - Lettura del testo |
Prima però di esporre il Nostro responso su tale questione, ritenemmo opportuno avvertire il Venerabile Fratello Massimo Mazlum, eletto in quel tempo Patriarca dei Cattolici Melchiti, con una lettera scritta per Nostro incarico dalla Congregazione di Propaganda Fide, circa il voto negativo che la censura Romana aveva espresso su tale libro; contemporaneamente chiedemmo sull’argomento il parere del suddetto Patriarca eletto, cioè qual era il suo giudizio sulla dottrina del Sinodo già ricordato. Egli allora scrisse di nuovo di suo pugno alla Congregazione di Propaganda Fide una lettera che ora è in Nostro possesso e con la quale ha confermato con tali eloquenti espressioni la sua devozione e la sua piena obbedienza verso la Chiesa Romana, che non restava motivo alcuno di dubitare della sua sincerità. A proposito poi del Sinodo di Carcafe, dice che avrebbe considerato valido ogni decreto della Santa Sede Romana e che ad essa avrebbe prestato assoluta obbedienza e salda fiducia. Dice inoltre che, essendo ancora pendente il giudizio, non avrebbe distribuito copie del libro, né di esso avrebbe applicato i decreti, né avrebbe attribuito a quel testo alcuna autorità, come gli era stato prescritto per ordine Nostro. Questa chiarissima prova di ossequio e di obbedienza e contemporaneamente la dichiarata riprovazione delle errate opinioni di Germano Adam, un tempo Arcivescovo di Gerapoli (alle quali il Venerabile Fratello Massimo Mazlum affermò con altra lettera a Noi inviata di non aver mai aderito) tanto Ci piacquero e tanto allietarono e resero sicuro il Nostro animo, che nello stesso tempo, per dovere del Nostro magistero, decretammo di condannare il Sinodo e di confermare il Patriarcato al Venerabile Fratello Massimo e di inviargli un pallio ispirato alla salma del beatissimo Pietro.