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| Gregorius PP. XVI La moltiplicità IntraText CT - Lettura del testo |
Tali ed altri non dissimili riflessi, come meritano tutta la Nostra considerazione, così non possono non convincere gli Ordinar sulla necessità di non essere tanto facili a riconoscere anche in queste cause titoli canonici alla dispensa. Mentre quindi incarichiamo la coscienza di essi nell’interporre le loro premure per quelle dispense che motivi canonici raccomandino, è Nostra volontà che in avvenire per le dispense "in primo grado di affinità, o in secondo misto al primo di consanguineità o affinità", non con le consuete testimoniali di formulario, ma, ove lo possano, i Vescovi stessi, i Vicari capitolari, i Vicari apostolici e gli Abati ordinari per i rispettivi sudditi debbano direttamente enunciare le cause canoniche che concorreranno in ciascun caso particolare, e le circostanze per cui giudichino necessaria la grazia, e il pericolo – ove vi sia – almeno verosimile della vita, il quale non possa evitarsi che con il matrimonio. Con tale provvedimento si renderà più difficile la riunione di cause sufficienti alla dispensa, e Noi saremo più tranquilli nell’annuire a concessioni, le quali riconosceremo giustificate dalla necessità, tanto più imponente quanto minori sono i mezzi per rimediarvi con altre disposizioni.