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| Gregorius PP. XVI Dum intima IntraText CT - Lettura del testo |
Invero, ciò che nessuno poteva immaginare o escogitare e ciò che si poteva facilmente considerare come un crimine, tutto ciò è accaduto per artificiosa istigazione del potere secolare. Non appena Ci fu nota la cosa, non senza sommo turbamento dell’animo, non rinviammo l’occasione di affidare le Nostre richieste a coloro cui dovevano essere rivolte, dichiarando ad un tempo quanto fossimo obbligati, per dovere apostolico, ad ammonire tempestivamente i fedeli di non ritenere che fosse stato compiuto da questa Santa Sede ciò da cui essa apertamente aborre. E poiché a Noi fu risposto come se le Nostre rimostranze non poggiassero su alcun fondamento, sopraggiunse la lettera di un altro Presule della predetta regione che, prossimo alla morte, stava per rendere conto della sua gestione all’Eterno Giudice: ci inviò copia delle istruzioni trasmesse ai Vescovi sotto l’incalzare del Governo civile. In essa egli esattamente diceva che "in seguito si sarebbero prodotti gravissimi danni per la Chiesa, sarebbero violati i suoi canoni e, riflettendo al lume della divina grazia, ritrattava liberamente e con motu proprio l’errore che aveva sottoscritto". Di conseguenza Ci preoccupammo subito di rendere noto il fac-simile di quella copia al serenissimo Re e di riprovare assolutamente l’iniziale orientamento dei Vescovi suddetti di interpretare la lettera del Nostro Predecessore come contraria ai principi e alle leggi della Chiesa. Da questi fatti è facile per voi capire, Venerabili Fratelli, che Noi non abbiamo tralasciato alcunché nell’affrontare una questione di tal natura. Tuttavia (lo diciamo con mestizia e afflitti da profondo dolore) a Nostra insaputa e mentre attendevamo una equa risposta a queste Nostre richieste e dichiarazioni, fu intimato all’Arcivescovo di Colonia di seguire quella interpretazione, da Noi respinta, circa i matrimoni misti o di abbandonare l’incarico episcopale, essendo evidente che, se avesse agito diversamente, una decisione del Governo gli avrebbe vietato l’esercizio della giurisdizione pastorale.