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| Gregorius PP. XVI Dum intima IntraText CT - Lettura del testo |
Nessun indugio, come era naturale; egli si oppose e le cose si svolsero come fin dall’inizio, inorridendo, le abbiamo descritte. A questo punto ascoltate con Noi la decisione presa; infatti soltanto nel primo giorno del corrente mese l’odierno negoziatore per conto del Regno Prussiano annunciò che prossimamente sarebbe accaduto, o si sarebbe concluso in quello stesso periodo di tempo, ciò che era già stato fatto e compiuto nel giorno ventuno del mese precedente. Stando così le cose, Venerabili Fratelli, sentiamo di dovere a Dio, alla Chiesa e al ministero che assolviamo, che si alzi la Nostra voce apostolica e che deploriamo apertamente nella vostra adunanza la violazione dell’immunità ecclesiastica, il disprezzo della dignità ecclesiastica, l’usurpazione della sacra giurisdizione, la manomissione dei diritti della Chiesa Cattolica e di questa Santa Sede. Mentre compiamo tale atto, vogliamo parimenti rendere meritatissima lode al Presule di Colonia, uomo di eccezionale virtù, per aver propugnato, invitto e a proprio rischio, la causa della Religione. Cogliendo poi questa opportunità (a cui in privato finora non abbiamo rinunciato) ora pubblicamente e solennemente annunciamo che Noi riproviamo assolutamente qualsivoglia prassi introdotta ingiustamente nel Regno Prussiano circa i matrimoni misti contro l’autentico significato della dichiarazione resa pubblica dal Nostro Predecessore. Peraltro, di fronte ai mali ogni giorno crescenti contro la Sposa dell’Agnello immacolato, non possiamo fare a meno d’incitare caldamente voi, partecipi del Nostro impegno per l’insigne vostra pietà religiosa, a offrire umilmente con Noi fervide preci al padre delle misericordie, perché guardi propizio, dalla eccelsa dimora celeste, la vigna che la sua destra ha piantato, e allontani da essa, con somma clemenza, la perdurante tempesta.