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| Gregorius PP. XVI Quae nuncia IntraText CT - Lettura del testo |
Non temete mai, come Cristo insegna, "coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima: ma temete colui che può mandare in perdizione, all’inferno, l’anima e il corpo"; non abbiate timore di un temporaneo e lieve tormento, sapendo quale eterna grandezza di gloria si operi in voi. Guardate, vi prego, verso Gesù Cristo, santissimo e divino fondatore della fede, che vi ha chiamati dalle tenebre alla meravigliosa luce della sua Religione e che per procurare a voi la salvezza ha dato la vita fra aspri tormenti. Rivolgete lo sguardo agl’incliti esempi dei Vescovi, i quali, per assolvere degnamente la loro funzione di pastori, non hanno esitato a dare la loro vita per voi. E se ci sono stati per caso fra di voi alcuni (come abbiamo saputo, non senza grande dolore, che ci sono stati) che, colpiti da eccessivo terrore delle torture, hanno raggiunto tale punto di empietà da vergognarsi di testimoniare Cristo davanti agli uomini, li esortiamo e li preghiamo a lavare con le lacrime del pentimento una colpa tanto detestabile, e a cercare d’implorare con ogni mezzo il perdono dalla misericordia di Dio.