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| Gregorius PP. XVI Dolorem quo IntraText CT - Lettura del testo |
All'Arcivescovo di Friburgo, in Brisgovia.
Il dolore che da tempo Ci affligge per colpa di certi ecclesiastici di codesta regione, fautori di novità e concordi nel sovvertire la salutare disciplina, Ci fu alquanto alleviato, Venerabile Fratello, dalla tua lettera che Ci avevi inviato il 10 gennaio di quest’anno. In essa, infatti, rispondendo a un’altra Nostra precedente lettera, Ci hai resi consapevoli dello zelo pastorale con cui cercavi di impedire che le loro macchinazioni raggiungessero qualche effetto sia nel convegno Bondorfiense, sia nel più affollato incontro (che si tenne a Sciaffusa) di altri chierici, della stessa indole, provenienti dalle vicine diocesi. Memore del tuo dovere, hai dichiarato di avere tale disposizione d’animo che, in caso di necessità, avresti voluto sacrificare la tua vita stessa per la Chiesa e per la salvezza delle anime. In seguito aspettavamo da te altre notizie che Ci facessero conoscere una più felice conclusione del tuo impegno. Ma ecco sopraggiungere un’altra recente causa di crudele affanno quando Ci fu riferito che parecchi canonici e numerosi parroci e sacerdoti, in lunga schiera, hanno seguito la processione di acattolici che in codesta città inauguravano un nuovo tempio. Non si trattava, Venerabile Fratello, di qualche ricorrenza civile, per nulla attinente alla Religione, in cui il clero cattolico è presente in omaggio al Principe e per attestare agli altri la civile concordia. Fu dedicata al culto acattolico una più ampia sede che i protestanti avevano sontuosamente costruita demolendo un antico tempio cattolico, perché i ministri protestanti potessero celebrare in essa, con maggiore sfarzo, i riti acattolici e insegnare l’eresia a un maggiore concorso di popolo, avversando la verità cattolica; pertanto tutta quella pompa sembra predisposta al fine di celebrare un nuovo trionfo dell’errore. Tanto meno Ci aspettavamo tali notizie in quanto riteniamo che tu sappia con quale lettera il Nostro Predecessore Papa Pio VIII di gloriosa memoria abbia rimproverato il Vescovo tuo predecessore che non aveva rifiutato di essere presente con il suo clero, mentre i protestanti collocavano una lapide celebrativa dello stesso tempio. Sappiamo che la tua fraternità, finora, non è stata presente alla cerimonia di inaugurazione del tempio e non vogliamo in alcun modo sospettare che per tuo ordine una tale ragguardevole schiera di tuoi sacerdoti abbia partecipato a quella cerimonia, tuttavia, dalle notizie che Ci sono state riferite, a stento possiamo dubitare che almeno alcuni di essi abbiano compiuto quel gesto dopo averti consultato. Era inoltre tuo preciso dovere prevenire l’accaduto o richiamare, in relazione al tuo ufficio, chi aveva commesso tale errore e condannare apertamente lo stesso fatto per porre riparo allo scandalo. Infatti da quel comportamento deve aver avuto origine un grosso scandalo poiché i sacerdoti cattolici, accompagnando la cerimonia acattolica con siffatto particolare rispetto, sembrano per ciò stesso averla approvata insieme con gli errori su cui si regge. Certo non altro vogliono i ministri protestanti se non che il clero cattolico, indotto a un tal modo di agire, attenui poi nel popolo fedele la memoria di quel dogma che riguarda la necessità della fede e dell’unità cattolica, al fine di raggiungere la salvezza; così essi potranno più facilmente adescare molti altri, in modo che si allontanino dallo stretto sentiero della verità cattolica e imbocchino sciaguratamente l’ampia via dell’errore e della perdizione.