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| Gregorius PP. XVI Dolorem quo IntraText CT - Lettura del testo |
Ora dunque non ti sia grave, Venerabile Fratello, se richiamiamo alla tua memoria ciò che nel libro dell’Apocalisse (Ap 2,14 ss.) sta scritto in nome di Cristo all’indirizzo del Vescovo di Pergamo. Infatti se costui fu rimproverato e comandato di far penitenza perché non si era opposto come doveva agli eretici Nicolaiti nella sua diocesi, facilmente comprenderai che cosa si debba dire di un Vescovo che o permise o non proibì nei dovuti modi che il suo clero cattolico partecipasse alla processione dei protestanti e alla solenne consacrazione del loro nuovo tempio. Ma ciò che ti scriviamo per dovere del supremo apostolato non vorremmo fosse da te interpretato come un giudizio che allontana da te il Nostro animo; amiamo invece la tua fraternità con intimo slancio di carità, e nulla desideriamo di più che tu assuma un coraggio degno di un Arcivescovo cattolico e che tu vigili insonne e che tu ti dia cura di tutti come un buon soldato di Gesù Cristo; così ti renderai sempre benemerito della fede cattolica e della salute del gregge e quando verrà il divino Principe dei pastori otterrai l’incorruttibile corona di gloria.