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| Gregorius PP. XVI Cum maxima IntraText CT - Lettura del testo |
Gli Hussiti invero, tendendo imboscate e traendo segretamente dalla faretra i dardi per saettare furtivamente i fedeli, non si peritano di far passare per restauratore della religione e della gloria nazionale quell’uomo scellerato che a causa dei suoi pestiferi errori fu condannato non solo dai Romani Pontefici Nostri Predecessori, ma anche dal Concilio generale di Costanza, e che per le gravissime sedizioni, con cui operava per sconvolgere la società civile, fu mandato a morte dall’autorità laica. Essi giungono a tal punto di nequizia e impudenza che non arrossiscono nel celebrarlo come martire della vera fede, e nel venerarne l’immagine. I Protestanti, poi, che riconoscono in Giovanni Huss uno dei propri padri, e che fin dall’origine avevano tentato invano di stabilire un’alleanza coi Greci scismatici, ora esultano, e quasi trionfano, poiché ritengono che sia ormai giunto il momento in cui il nome di Giovanni Huss e la conclamata razionalità del rito greco scismatico potranno avvicinare alla loro setta i figli della Chiesa Romana, e congiungerli ad essi. Chi non sarebbe oppresso da un acerbissimo dolore, Venerabile Fratello, vedendo questi irriducibili nemici della Religione Cattolica invadere la vigna del Signore con tanta esecrabile perversità e sfrenata audacia, e assalire questa Cattedra di Pietro, sulla quale come su un saldissimo fondamento poggia tutta la grandezza della Religione di Cristo Signore, col chiaro proposito di dilaniare più facilmente le membra della Chiesa? Per questo, Venerabile Fratello, pur conoscendo assai bene quale e quanta sia la tua pietà, il tuo timor di Dio, il tuo zelo, e pur nutrendo la massima fiducia nella tua pastorale sollecitudine, tuttavia non possiamo, in un frangente così critico per codesti fedeli, fare a meno di appellarci insistentemente alla tua particolare vigilanza e di incoraggiarti a custodire e proteggere con il maggior impegno e il maggior ardore il popolo cristiano contro i sacrileghi persuasori. Tu sei certamente ben consapevole che è necessario combattere con l’asprezza che la situazione richiede, e provvedere, per quanto è possibile, perché non si affermino altri principi all’infuori di quelli che da Cristo Gesù sono stati affermati, e perché i fedeli non siano circuiti dalla nequizia e dall’astuzia di uomini che li insidiano per indurli all’errore. Sarà quindi tuo compito, Venerabile Fratello, non tralasciare alcuna cura, alcun impegno, alcuno sforzo perché, custodendo integro ed inviolato il santissimo patrimonio della fede, tu possa svelare gl’inganni e gli artifizi dei nemici, sventarne gli empi disegni, opporti ai loro sforzi e persuadere in tutti i modi e incessantemente i fedeli a rimanere saldi nella professione cattolica, a non lasciarsi fuorviare dalle frodi e dai raggiri degli empi, né ammorbare dai loro veleni di serpi. E poiché, abilissimi architetti di perversioni volte alla rovina dei fedeli, non desistono dal divulgare ogni giorno e moltiplicare pessimi e perniciosissimi libri composti con arte e perizia, per questo ti esorto a non lasciare nulla d’intentato, armato della tua esimia sollecitudine pastorale, per tenere lontano il gregge a te affidato da questi letali pascoli e da queste fonti avvelenate, affinché sia scongiurata una tale peste.