| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Gregorius PP. XVI Maximis angustiis IntraText CT - Lettura del testo |
All'Arcivescovo di Firenze.
Alle enormi preoccupazioni che in questa così grande asprezza dei tempi rendono più pesanti le incombenze del servizio apostolico, affidato alla Nostra debolezza per volere divino, s’è aggiunta quella, davvero gravosissima, causata dal recente decreto di codesto Granducato dell’Etruria. Dallo stesso governo del Granducato abbiamo infatti saputo che è stata di nuovo ripristinata una certa legge già abolita, con la quale viene proibito con la massima severità a tutti i tipografi del ducato di pubblicare qualunque scritto dei sacri presuli, senza prima averlo sottoposto all’esame del magistrato laico. Nessuna parola è sufficiente, Venerabile Fratello, per esprimere quanto aspro e profondo è stato il dolore del Nostro animo non appena abbiamo saputo che era stata nuovamente adottata questa legge, con la quale si arreca una gravissima ferita alla libertà della Chiesa, ed all’onore, all’autorità ed alla giurisdizione dei Vescovi, i quali sono costretti a dipendere dalla volontà e dalla decisione di un magistrato laico per materie che concernono la religione e la salvezza delle anime.